riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

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Le conseguenze dell’indignazione

Posted by pj su 15 ottobre 2011

Paradossalmente, a margine dei disordini romani di piazza San Giovanni, la questione principale non sembra essere la violenza. Che è stato l’aspetto più vergognoso e visibile di una giornata da dimenticare, ma che allo stesso tempo è solo la conseguenza di premesse cui, evidentemente, non è stata data la giusta considerazione.

Colpisce e fa riflettere, per esempio, l’ingenuità. L’ingenuità dei manifestanti pacifici, che intimavano ai facinorosi: «Tiratevi su i caschi. Questo è il nostro corteo». Così dicevano i non violenti ai black bloc. Ma davvero qualcuno crede che, nella vita reale, si possa fare come quando da bambini dicevamo “la palla è mia e io non gioco più?”.
Siamo adulti. L’ingenuità non è un alibi sufficiente. Le conseguenze delle nostre azioni spesso vanno oltre le nostre intenzioni, ma la maturità consiste anche nel saperle prevedere. E qui le premesse erano chiare: non c’è stata manifestazione di protesta, negli ultimi anni, senza uno spiacevole, e a volte addirittura pericoloso, strascico di vandalismi.

Non è una novità che nel nostro Paese sia impossibile fermare preventivamente i balordi, e anche per questo non ci si può permettere una tale ingenuità organizzativa. Scendere in piazza senza un coordinamento adeguato è pericoloso, e – a ben guardare – di per sé non è garanzia di genuinità.

Ma le violenze sono anche conseguenza concreta di troppe parole incaute. Suona infatti quantomeno sorprendente sentire oggi i leader di certe formazioni politiche indignarsi perché le forze dell’ordine non sono intervenute in maniera più severa, quando gli stessi personaggi, a margine delle precedenti manifestazioni, hanno contribuito a delegittimare l’azione di Polizia e Carabinieri sollevando dubbi sul loro operato, insinuando sospetti sulla presenza di infiltrati tra i sovversivi, dando credito a ogni foto e a ogni voce di abusi, esultando a ogni sentenza di assoluzione dei (presunti) responsabili dei misfatti e di condanna degli agenti coinvolti negli scontri.

Tutti hanno il diritto di parlare, naturalmente: anche contro i valori che per generazioni hanno retto la società. Ma un minimo di buonsenso dovrebbe suggerire a chi parla il vincolo dell’onestà intellettuale e della coerenza. Certo, non saranno importanti quanto la mitica questione morale, eppure anche questi sono valori cui bisognerebbe dare il giusto peso. Proprio per evitare altre conseguenze come quelle che, oggi, ci ritroviamo mestamente a commentare.

2 Risposte to “Le conseguenze dell’indignazione”

  1. Giuseppe said

    Dopo ogni manifestazione nella quale accadono disordini e si da sfogo alla violenza, c’è il solito rituale scambio di accuse fra gli attori in campo. Francamente non credo che i politici abbiano interesse a deleggittimare le forze dell’ordine dalle quali dipende anche la loro sicurezza. Se qualche politico ha avuto da ridire sul loro operato non trovo la cosa scandalosa, perchè credo che le forze dell’ordine, come i magistrati, i politici, e ogni altra persona che rivesta un ruolo pubblico, si possano, ed in qualche occasione si debbano criticare quando sbagliano. E’ vero che in passato qualcuno, in qualche occasione, ha insinuato sospetti infondati su di loro, ma è anche vero che atti giudiziari e sentenze (nate anche da spontanee confessioni) hanno dimostrato che c’è del marcio anche fra chi il marcio dovrebbe combatterlo. Senza volere stare li col bilancino in mano a soppesare quanto abbiano sbagliato gli ingenui pacifici manifestanti, e con quanta professionalità abbiano svolto il loro compito le forze dell’ordine (entrambi vittime di qualche centinaio di delinquenti) bisogna non perdere di vista le ragioni della protesta, quelle si che sono importanti e giuste, cosa riconosciuta pure dal contestato Draghi, il quale con le sue parole ha dimostrato di avere del sale in zucca non gettando benzina, ma acqua sul fuoco. Speriamo che alle parole segua qualche atto concreto, lui qualcosa può.

    • pj said

      Doveroso comprendere le ragioni di chi protesta. Ma pare che pochi si sforzino di capire anche le ragioni dei cittadini comuni, che vorrebbero solo trovare l’auto dove l’hanno lasciata o avere strade praticabili.

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