riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

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Herman Cain, quel pastore un po’ così

Posted by pj su 14 ottobre 2011

Un pastore evangelico alla Casa Bianca? Potrebbe succedere se, tra i nomi di Romney e Perry, Bachmann e Palin dovesse farsi largo la candidatura repubblicana del manager afroamericano Herman Cain, “ex imprenditore di successo della popolare catena di ristoranti Godfather’s Pizza” nonché “pastore in Georgia“.

Estremo nelle sue posizioni conservatrici, Cain “ama essere politicamente chiaro e scorretto“, puntando a stupire con le sue dichiarazioni iperboliche. Almeno quando gioca da solo.
Infatti, di fronte a una prevedibile battuta di Michelle Bachmann sul nome del suo piano economico (“se prendiamo il progetto 999 e lo rovesciamo… il diavolo si nasconde nei dettagli”), il pastore Cain non ha avuto la prontezza di una risposta brillante (e tutto sommato abbastanza facile), limitandosi a un sorriso di circostanza e lasciando quindi alla Bachmann, almeno per ora, l’ambita palma del candidato più “spirituale”.

Cain, insomma, è un personaggio ancora da decifrare: anche per capire se la sua sia stata una defaillance casuale o se, rievocando Shakespeare, dovremo registrare ancora una volta molto rumore per nulla.

6 Risposte to “Herman Cain, quel pastore un po’ così”

  1. Matt said

    Si torna ad un vecchio quesito: il cristiano può “correre” in politica, in generale?
    Ed in Italia, in particolare?

    • pj said

      o meglio, per centrare la questione: “… e negli USA, in particolare?”

    • Chiedersi se il cristiano può correre in politica? Sarebbe come dire, usufruisco e sfrutto lo stato in cui vivo senza avere alcuna responsabilità o senza prendermela. Certo rimane una scelta personale se partecipare alla vita politica attiva, ma chiedersi ancora se un cristiano deve o no farlo mi sembra poco realistico o poco responsabile. Piuttosto sarebbe da chiedersi cosa un cristiano in politica può o no può fare, può o non può essere.

    • Giuseppe said

      Certo che un cristiano può “correre” in politica, ma solo se è disposto a scendere a poco cristiani compromessi.

      • Matt said

        il compromesso in generale è un concetto neutro, relativo alla possibilità di negoziare accordi in cui ambo le parti in azione cedono e guadagnano diritti ed obbligazioni.

        Questo vale sia in politica sia in un dialogo in qualsiasi ambito sociale.
        Ma i compromessi a cui fai riferimento sarebbero “poco cristiani”.

        Quali sarebbero? o entro quale spazio di negoziazione può rimanere un cristiano che si avventura a negoziare in politica?

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