riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

L’etica del condono

Posted by pj su 9 ottobre 2011

D’accordo, ormai è come sparare sulla Croce Rossa, però davvero non c’è fine all’imbarazzo per le dichiarazioni dei politici (e l’opposizione, purtroppo, non marca troppe differenze rispetto alla maggioranza).

L’ultima uscita è di Fabrizio Cicchitto. Gira l’ipotesi di un ennesimo condono al fine di recuperare denari per rimettere in sesto i conti pubblici; da più parti – perfino all’interno del Governo – si obietta non solo sull’effetto boomerang di un simile provvedimento, ma anche sull’impatto etico di una simile scelta, e il capogruppo PdL alla Camera dei Deputati dichiara: «Io non credo che l’etica si misuri su questo, ma sulla capacità di trovare risorse».
Ora, per carità: sull’utilità concreta di un condono si può discutere (anche se lo stesso Ministro dell’Economia rifiuta decisamente l’ipotesi, e significherà pure qualcosa); ciò che davvero lascia perplessi, invece, è il pensiero cicchittiano sull’etica, che a suo dire si misurerebbe “sulla capacità di trovare risorse”. Come dire: se ci sono i soldi vale tutto.

E pensare che noi, nella nostra ingenuità, ritenevamo l’etica qualcosa che va oltre, e vola ben al di sopra, dei conti pubblici, delle risorse, dei beni e degli averi. Qualcosa che motiva l’azione, che indirizza il pensiero, che suggerisce le scelte in base a valori fondamentali e – per quanto possibile – condivisi. Quel pensiero che ci permette ancora di definire il bene e il male, il giusto e lo sbagliato, senza il condizionamento della convenienza.

Com’eravamo ingenui. Grazie, caro Cicchitto, per averci illuminato, per averci aiutato a comprendere che oggi, nel nostro Paese, l’etica non si misura sul rispetto delle regole, ma sul risultato economico. E se la ragione richiede un pedaggio per essere tale, tutto torna: ecco perché il disonesto ha comunque ragione e il furbo la passa sempre liscia.

A questo, dunque, siamo destinati: a una morale elastica, flessibile, duttile; a un’etica che si fonda, se non sulla convenienza, quantomeno sulla resilienza di un’onestà ad assetto variabile. Un Paese dove il fine giustifica i mezzi, finché i mezzi non diventano interi. Poi, si vedrà.

Peccato che Cicchitto non abbia considerato che la coerenza, l’affidabilità, il rispetto della parola data – termini che ormai odorano di stantìo, come i mobili della nonna – non siano banali anticaglie da relegare nell’album di una politica antica e diversa dall’attuale, ma elementi essenziali per raggiungere l’obiettivo economico: elementi da cui non si può prescindere in un quadro internazionale dove, curiosamente, il credito viaggia ormai solo in compagnia dell’approccio etico.

E allora caro Cicchitto, per favore, ci pensi su. Ci rifletta. Cambi idea, se può. Non tanto per dare sollievo a noi, inguaribili cantori del tempo perduto, quanto piuttosto per dare all’Europa quello che si aspetta dal nostro Paese: serietà, onestà, integrità. È l’unico modo per convincerla a darci una mano, d’altronde. E ci farebbe davvero bene, in tutti i sensi.

Una Risposta to “L’etica del condono”

  1. Giuseppe said

    L’ultima dimostrazione, della quale non sentivamo affatto il bisogno, che siamo governati da gente buona a nulla ma capace di tutto.
    A quanto pare solo Cicchitto e qualche suo compagno di merende non hanno ancora capito che i condoni non sono buoni per i seguenti motivi:

    a) Sono una forma di grave ingiustizia per quelli che precedentemente hanno
    rispettato le leggi e pagato le tasse.
    b) Sono diseducativi, inculcano nella gente il pensiero che forse è meglio non pagare
    quanto dovuto allo stato, ma che sia meglio aspettare il prossimo condono.
    In questo modo, per realizzare un guadagno immediato, lo stato finisce per
    perdere molto più di quanto incassa col condono.
    c) Spesso i risultati attesi dai condoni non soddisfano le aspettative nemmeno dal
    punto di vista pratico ed immediato.
    L’ultimo condono, nelle intenzioni degli ideatori, doveva servire, oltre a fare un
    po di cassa, a fare da volano all’economia, ed invece è stato proprio uno dei
    membri di questo governo a farci sapere che è stato calcolato che solo il 5% dei
    capitali tornati all’ovile (soldi di dubbia provenienza, scudati per pochi euro) sono
    stati reinvestiti in attività produttive.

    I nostri governanti, e gli italiani tutti, invece di pensare ai condoni, dovrebbero riflettere sul fatto che in Europa ad essere messi peggio di noi sono solo i greci, gli unici che ci superavano in fatto di illegalità e cattiva amministrazione della cosa pubblica.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: