riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

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    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

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Valori di rigore

Posted by pj su 30 ottobre 2010

Secondo la maggior parte dei teologi e degli esegeti, la celebre frase di Gesù, «Non sappia la tua sinistra quel che fa la destra», non pare possa venire interpretata come un invito all’incoerenza.

Lo segnaliamo a beneficio dei vertici di una nota squadra di calcio, anzi, della squadra più titolata del nostro malandato Paese, dove il calcio si è affermato come il vero oppio capace di far dimenticare i problemi e i drammi della quotidianità, per lasciarsi cullare dalle gesta di campioni dal piede abile.
Il problema del calcio, come di tutte le droghe così leggere da risultare efficaci pur senza lasciare tracce nell’organismo, non è la partita della domenica, ma tutto ciò che la circonda. E che, talvolta, corrompe il gesto atletico anziché sfruttare la popolarità e la visibilità per comunicare sapori autentici e valori solidi.

Succede così che, una domenica, un fuoriclasse decida di lasciarsi andare in area di rigore, simulando clamorosamente un fallo da parte dei difensori avversari, e ottenendo in questo modo un prezioso calcio di rigore. Qualche giorno dopo la giustizia sportiva decide che quel calciatore, che nel frattempo aveva subito la condanna morale di tutti i programmi televisivi e i bar sport di ogni paese, meriti una squalifica per il suo comportamento antisportivo.

Giustizia è fatta, si potrebbe dire: o, almeno, è stato sanzionato un comportamento sbagliato, ristabilendo l’importanza della correttezza sul campo di gioco. A riaprire la partita è la squadra del campione (di scorrettezza), che non prende le distanze dall’assenza di fair play del suo giocatore (nonché dipendente), ma lo difende a spada tratta. Proprio come alcuni genitori che, quando il figlio svogliato porta a casa un brutto voto, marciano sulla scuola per rimettere in riga l’insegnante anziché sostenerlo nel suo sforzo di educatore.

Potrebbe essere solo una caduta di stile da parte di una società disorientata, ma a complicare le cose giunge, a distanza di 48 ore, una nuova dichiarazione sulla mai sopita polemica legata agli scandali degli scorsi anni: «Una volta accertata la correttezza della società negli anni in questione potremmo avanzare la richiesta di riassegnazione dei titoli».

Che la società ritienga di essersi comportata correttamente, all’epoca, può provocare sorpresa, ma è accettabile. Quel che suona meno accettabile è sentire la stessa persona chiedere giustizia per due scudetti rubati, e allo stesso tempo difendere un atto platealmente scorretto mirato a rubare un rigore.

Forse si dirà che sono due cose troppo diverse, che non si può mettere sullo stesso piano l’assegnazione di due campionati con una singola azione di gioco. Eppure è difficile non riconoscere una posizione contraddittoria.

Al di là infatti dell’evidente incoerenza, resta un problema concreto, sintetizzato nei giorni scorsi da un padre perplesso: “dopo tutto questo come faccio – chiedeva in una lettera spedita a un quotidiano nazionale – a spiegare a mio figlio tredicenne, patito di calcio, l’importanza di comportarsi onestamente in campo, quando un suo beniamino finge e la società, anziché punirlo, lo difende?»

Vorremmo saperlo anche noi. Vorremmo che lo sguardo di tutti gli addetti ai lavori andasse oltre un banale risultato domenicale, le polemiche annesse e le dichiarazioni (s)connesse, e si sforzasse di dare ai ragazzi, agli ultras, ai fan di ogni ordine e grado un messaggio pulito.

Sì, perché l’integrità, l’etica, l’onestà si possono predicare anche su un campo di calcio.

Una Risposta to “Valori di rigore”

  1. Anonimo said

    Ci vuole molta fede per attendere qualcosa di buono da quel mondo.

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