riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Buoni maestri

Posted by pj su 13 settembre 2010

Ricomincia la scuola. Tornano in aula otto milioni di ragazzi e 700 mila docenti, e si apre con i consueti problemi: strutture inadeguate, precari senza certezze, regole poco certe e una certa dose di disinformazione su cause e rimedi, proposte e riforme.

Eppure, nonostante gli acciacchi e i rattoppi, malgrado in troppi la vedano come un parcheggio per i figli o un diplomificio, una sorta di Facebook non virtuale o una palestra di bravate, la scuola resta un pilastro nella nostra società.
In questi giorni tutti parlano (comprensibilmente) degli studenti. Eppure noi, a ogni inizio di anno scolastico, non possiamo non rivolgere un pensiero di solidarietà – e, visti certi recenti sviluppi, un sospiro di compassione – agli insegnanti. Persone che hanno votato la vita allo studio – prima come allievi, poi come docenti – meritano il rispetto dovuto a chi sceglie un lavoro che è, soprattutto, una missione.

Insegnare richiede preparazione, ma non solo: richiede capacità di attirare l’attenzione, di affascinare un uditorio difficile e spesso distratto da altri interessi e problemi. Sono loro, al di là delle sale computer nuove di zecca, a fare la differenza, e talvolta a segnare il destino di uno studente, che in base al carisma dell’insegnante potrà venir contagiato dal desiderio di conoscere, o decidere di lasciare gli studi prima possibile per non aprire più libro.

Non è un mistero che la scuola passi anche, e soprattutto, per insegnanti motivati, appassionati, attenti; insegnanti sensibili ai bisogni degli studenti, capaci di andare oltre la propria materia, insegnanti in grado di dare una risposta alle grandi domande che i ragazzi cominciano a porsi.

È un duro lavoro. La scuola deve offrire i mezzi per comprendere il mondo, a trovare un lavoro, a farsi un’idea, ma non può limitarsi a questo. I ragazzi hanno bisogno di imparare a vivere: principi a rischio di estinzione che vanno sotto il nome di buona educazione, rispetto, onore, onestà, correttezza, serietà, costanza, affidabilità, solidarietà, senso di umanità.

Non sfuggirà che sono proprio queste le lezioni più importanti, dato che da questi insegnamenti deriverà agli studenti una visione del mondo che porteranno avanti per tutta la vita. Fatalmente si noterà anche che, di fronte alla responsabilità di impartire questi insegnamenti, le famiglie si defilano sempre più spesso, delegando l’onore e l’onere proprio alla scuola.

Anche per questo l’insegnante gioca un ruolo particolarmente significativo, che va oltre la didattica e investe in pieno il concetto di formazione. Le sue responsabilità sono rilevanti, proprio come le domande dei ragazzi.

Domande per niente banali, di fronte alle quali non bastano nozioni preconfezionate o fumosi concetti filosofici. Per soddisfarle c’è bisogno di persone che abbiano trovato, a loro volta, le risposte.

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