riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

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Rimedi per il rientro

Posted by pj su 30 agosto 2010

E rieccoci alla sindrome da rientro: un italiano su dieci soffrirebbe della tristezza post-vacanza, tanto da ritrovarsi a scontare per qualche settimana emicranie, ansia, mal di gola, difficoltà a digerire, disturbi intestinali.

La Stampa, per venire incontro alle esigenze dei lettori (il dieci per cento, se la statistica citata poco fa è corretta: non pochi, quindi), dedica una pagina ai possibili rimedi: spiccano i consigli del Gruppo Sanitario Policlinico di Monza, che – evidentemente commosso dalla diffusione del disagio – ha stilato «sette regole di auto-aiuto che vanno dalla dieta (frutta, verdura, acqua e addio pizza), al look (“vestite casual i primi giorni, per non avere subito il trauma dell’uniforme giacca-e-cravatta”), dal moto (passeggiate, bicicletta), al piccolo trucco di tornare in città un po’ prima per fare decompressione».

Si sprecano i consigli di sempre: tornare all’ordinarietà della vita quotidiana con una certa gradualità, magari rientrando dalle vacanze qualche giorno prima (avete mai conosciuto qualcuno che lo facesse?), o evitare di strafare durante le vacanza per non trovarsi senza energie al rientro in ufficio; ma ci sono anche idee più originali come quella di mangiare uva: «La melatonina – spiega Coldiretti – nella buccia degli acini regola il ritmo sonno-veglia e rilassa. Ottima per il jet lag», o di “una bustina di erba di grano liofilizzata da sciogliere in un bicchiere d’acqua” per resistere all’inquinamento cittadino.

Interessante che La Stampa, oltre ai consigli tradizionali e quelli più innovativi, prenda in considerazione anche qualche consiglio meno convenzionale virando nella new age tra cristalli e fiori di Bach (non il compositore, la cui musica tuttavia è davvero rilassante).

Insomma, stando all’articolo del quotidiano torinese, pare che le uniche soluzioni siano di carattere medico o officinale. Sorprende che, nel suggerire rimedi per ritrovare l’equilibrio quotidiano, non ci sia alcun cenno alla spiritualità, che pure – se non vogliamo ignorare l’evidenza – ha una parte significativa nel definire la nostra condizione.

Dato che non siamo composti solo da acqua e qualche grammo di sali minerali, e che la nostra vita non è solo un susseguirsi mirabilmente regolato di reazioni chimiche, ci permettiamo di segnalare che – anche per un ateo convinto – un sereno ritorno alla quotidianità non può prescindere da una condizione interiore pacificata.

La speranza è che ognuno di noi, quest’estate, abbia avuto il tempo di fare il punto sulla propria situazione, di comprendere a quale punto del proprio cammino spirituale si trova, di valutare quanto sia sano – o usurato – il suo rapporto con Dio e di nutrirlo – o, se del caso, di ristrutturarlo – nel modo più opportuno.

L’anno ricomincia con tutto lo stress cui siamo abituati, i ritmi forsennati, le incombenze da affrontare: per evitare di disperdere la carica positiva accumulata durante l’estate – oltre a quanto già suggerito dalla Stampa – sarà utile non trascurare di ricavarsi uno spazio per mantenere stabile il proprio equilibrio spirituale, ritrovando quotidianamente – con i nostri dieci, venti, trenta minuti di lettura e preghiera – la forza e la serenità per affrontare la giornata.

Ripartendo da questa buona abitudine non solo troveremo la giusta motivazione, ma potremo riprendere la nostra sfida alla quotidianità con nuovi spunti, progetti e impegni, vincendo la sgradevole sensazione di vivere un’esistenza insapore.

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