riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

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    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

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Da Bergamo a Baghdad

Posted by pj su 26 agosto 2010

Fa impressione il confronto tra due notizie proposte in prima pagina su Repubblica di oggi. Da un lato il reportage di Bernardo Valli su Baghdad, dove le bombe continuano a essere un dramma quotidiano. A fianco, con toni simili, la notizia della protesta degli ultrà atalantini contro il ministro Maroni: quattrocento facinorosi hanno contestato la tessera del tifoso “con fumogeni, petardi e bombe carta”, tra auto date alle fiamme e agenti feriti.

Fa impressione pensare a dove possa arrivare l’essere umano. Da Bergamo a Baghdad, dai tifosi agli integralisti, la violenza viene ancora considerata un linguaggio adeguato a esprimere le proprie ragioni: politiche da un lato, ludiche dall’altro.

Se però alle vicende di Baghdad, per forza o per esasperazione, ci siamo ormai dovuti abituare, suona inquietante che le stesse scene si possano vedere anche nel profondo Nord di un paese avanzato, e scatenate da motivi meno che futili.

Inquietante e oltretutto paradossale, se si considera che l’azione violenta era volta a convincere il governo a ritirare un provvedimento, la tessera del tifoso, pensata proprio per prevenire le violenze che gli ultras esibiscono quasi ogni domenica dentro, fuori, attorno agli stadi.

Lungi dall’organizzare una protesta moderata, civile, capace di proporre alternative valide – magari impegnandosi concretamente per eliminare l’omertà che, spesso, fa sponda alla violenza -, gli ultrà hanno voluto dare una prova di forza, con l’ingenua speranza di intimorire il ministro.

È stato, invece, un duplice autogol: Maroni ha ribadito la linea dura, che a questo punto verrà considerata opportuna e necessaria anche da chi, fino a qualche giorno fa, poteva anche simpatizzare con i tifosi e la loro battaglia contro l’obbligo della tessera identificativa.

Viene da chiedersi se la batosta servirà a qualcosa: se i tifosi, nella peggiore tradizione italiana, si chiuderanno a riccio nel risentimento, covando astio contro le autorità, gli avversari e il destino, o se, valutando il contesto, ritroveranno il (buon)senso delle proporzioni ed eviteranno di inasprire uno scontro che rischia di ridurre inutilmente le nostre città a novelle Baghdad del tifo.

Una Risposta to “Da Bergamo a Baghdad”

  1. Graziella said

    Ma che tristezza. Andassero davvero a fare dello sport, duro, serio, tonificante anche dei … muscoli del cervello. Magari si avvererebbe il detto di Giovenale (mens sana in corpore sano).

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