riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

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L’amore alla prova del fuoco

Posted by pj su 20 agosto 2010

Il Dove World Outreach Center di Gainesville, in Florida – che nel sito ufficiale si definisce “una Chiesa neotestamentaria basata sulla Bibbia, la Parola di Dio” -, per ricordare l’11 settembre lancia la giornata internazionale “Brucia una copia del Corano”: «l’11 settembre – spiegano su Facebook -, dalle 18 alle 21, bruceremo il Corano in ricordo delle vittime e per opporci pubblicamente alla malvagità dell’islam. L’islam è diabolico!».

Nella pagina (che ha ottenuto l’apprezzamento di oltre cinquemila persone) si registra un serrato confronto tra sostenitori e detrattori dell’iniziativa (sono questi ultimi, a onor del vero, a proporre gli interventi più arguti), e da qui a settembre probabilmente i toni si accenderanno ulteriormente (che poi, forse, è l’obiettivo cui mirano gli organizzatori dell’iniziativa).

Probabilmente la chiesa in questione non è l’unica a esprimere esplicitamente la propria intolleranza verso l’islam, e nemmeno l’unica a fare dell’opposizione al Corano la propria ragion d’essere.

Ciò che suona paradossale, semmai – e non sarà sfuggito – è la contraddizione tra nome e obiettivi: la chiesa non si ispira (almeno nominalmente) alle crociate, o a qualche austero profeta veterotestamentario di cui la Bibbia riporta gli strali verso l’errore: il nome, “dove”, si richiama nientemeno che alla colomba. Il volatile internazionalmente riconosciuto come il simbolo, sì, dello Spirito Santo, ma anche della pace.

Viene davvero da chiedersi quale sia l’idea di pace del Dove World Outreach Center, ma temiamo di conoscere la risposta. Ossia, la stessa risposta che accomuna gli integralismi, i totalitarismi, le ideologie di ogni epoca: la pace sarà possibile solo quando il nemico verrà definitivamente sgominato.

La pensano così anche i taliban: che però, quantomeno, non usano intercalare tra un proclama e l’altro un mellifluo “Dio ti ama”.

3 Risposte to “L’amore alla prova del fuoco”

  1. Andrea said

    Rimango abbastanza perplesso di fronte a notizie del genere…
    Naturalmente, senza minimizzare il dolore della perdita dei propri famigliari dell’11 settembre, ci mancherebbe…
    ma ritengo che reagire così di fronte al dolore e all’odio che sembra trasparire da questo gesto, di bruciare il corano, sia un fatto che c’entri poco con il cristianesimo.
    Agire così non fa altro che aggiungere odio su odio e violenza su violenza…
    Noi cristiani non dovremmo oltre che predicare il perdono anche metterlo in pratica?
    Noi cristiani non dovremmo porgere l’altra guancia, nonostante tutto quello che ingiustamente subiamo?
    Ma perché usare lo stesso ODIO che alimenta gli estremisti islamici quando decidono di farsi saltare per combattere la santa guerra?
    Non meravigliamoci se poi per controbattere a questo gesto di bruciare il corano, ci sia altra violenza e noi poi cosa facciamo?
    Aggiungiamo altra violenza? Da questa spirale, come ci insegna la storia non se ne esce più…
    Io credo, che Gesù ci abbia lasciato un modo proprio per fermare questa spirale di violenza…
    Perché invece di usare modi umani non usiamo i modi che Egli stesso ci ha lasciato…

    Matteo 5:43-47
    Voi avete udito che fu detto: “Ama il tuo prossimo e odia il tuo nemico”.
    Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano,
    affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; poiché egli fa levare il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni,
    e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Se infatti amate quelli che vi amano, che premio ne avete?
    Non fanno lo stesso anche i pubblicani? E se salutate soltanto i vostri fratelli, che fate di straordinario?
    Non fanno anche i pagani altrettanto?

  2. RADIOLONDRA said

    Premesso che non amo le guerre sante, ne quelle fra cristiani e islamici, ne quelle fra cristiani di diverso orientamento, sottolineo solo un piccolo dettaglio che forse ti sfugge, mentre equipari i cristiani fondementalisti ai taliban; i primi, diversamente dai secondi, non sono soliti mozzare mani e tagliare teste a quelli che considerano infedeli.

  3. Davide said

    Mi viene in mente un film uscito poco tempo fa al cinema (Agorà) e il fatto che anche alcuni tra i primi discepoli chiesero a Gesù di far scendere il fuoco su coloro che li respingevano – solo che almeno questi ultimi furono duramente ripresi.

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