riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

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Il momento opportuno

Posted by pj su 11 agosto 2010

C’è un tempo per ogni cosa: deve essersi detto questo l’arcivescovo di Salisburgo, Andreas Laun, prima di vergare il suo intervento sulla Love Parade. C’è un tempo per ogni cosa, si sarà fatto coraggio, e questo è il tempo di dire le cose chiaramente.

Così, incurante del fatto che non si è ancora concluso il periodo di lutto per i ragazzi morti a Duisburg, il prelato torna sul tema con parole sorprendentemente forti.

«Si rifiuta di riconoscere che la Love Parade, a parte il suo aspetto morboso, ha a che fare anche con il peccato, e, conseguentemente, anche con un Dio che giudica e punisce», ha scritto senza mezzi termini Laun sul sito della diocesi. Sì, perché Dio punisce, anche se «quando Dio punisce – concede – lo fa con l’intenzione di recuperare gli uomini, Dio punisce per amore».

Proprio così. E comunque, sia come sia, «le persone che hanno partecipato alla Love Parade, si trovano come tutti di fronte a Dio. Dio li giudicherà in base alle loro azioni come tutti noi. Lui li giudica. A noi spetta solo pregare per loro e per noi stessi dire: Dio, abbi pietà di noi».

Se l’eloquio del cristiano deve essere condito con sale, il prelato ne ha versato fin troppo sulle ferite di chi, ancora scioccato dall’esperienza di Duisburg, starà passando dal dramma al trauma, dal dolore del momento alla consapevolezza dei fatti.

Certo, limitarsi alla melassa del “poveri ragazzi” doveva sembrare intollerabile per Laun, e non vogliamo nemmeno immaginare quali siano stati, da giovane sacerdote, i suoi interventi funerali dei parrocchiani. E allora, con il coraggio di Geremia, il prelato ha detto ciò che la Bibbia dice: che il peccato ha le sue conseguenze.

Un intervento piuttosto ondivago, in verità, se subito dopo tenta goffamente di aggiustare il tiro spiegando che Dio punisce “per amore”, “per recuperare gli uomini”: senza scomodare la teologia basterebbe la logica per sollevare più di qualche obiezione sul senso di queste frasi.

Insomma, è stata la classica pezza che peggiora lo strappo, e il tentativo di dire cose gravi senza scadere nel cinismo più sgradevole ha portato Laun a non offrire ai lettori né una conclusione né una consolazione.

E dire che la risposta era lì, a portata di mano, in quella Bibbia che Laun ha preferito brandire piuttosto che porgere.

E’ tutto lì. In quella Bibbia che sa anche essere dura ma ha sempre una parola di consolazione per chi soffre. In quella Bibbia che chiama alla conversione, ma sa parlare senza ferire. In quella Bibbia che, pur detestando il peccato, ama il peccatore e sa parlare nel momento del bisogno. In quella Bibbia che invita l’uomo ad aprirsi, confessando la sua debolezza e il suo errore, senza però infierire sulle sue cadute.

In quella Bibbia che presenta come salvatore Gesù, figlio di Dio, che ha condannato l’ipocrita e lo sbruffone, ma è morto per chi cerca una via d’uscita.

La speranza è che quanti hanno sentito le parole di Laun, e si sono indignati per i suoi toni, possano dimenticarle, e possano trovare conforto nella Bibbia.

Perché la Bibbia sa parlare nel momento del dolore, e avvicina a Dio anche quando l’uomo, pur con le migliori intenzioni, rischia di provocare l’effetto opposto.

Una Risposta to “Il momento opportuno”

  1. Walter said

    Anche Gramellini ne ha parlato ieri http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/hrubrica.asp?ID_blog=41

    Bravo Paolo!

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