riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Favole di Montana

Posted by pj su 9 agosto 2010

Addio ad Hannah Montana, la ragazzina che per quattro anni ha accarezzato l’immaginario delle preadolescenti americane (e locali): conclusa la fortunata sitcom per limiti d’età, la ormai diciottenne attrice che la interpretava ha dimostrato di avere le idee chiare sul futuro. Così almeno si direbbe dal titolo dedicatole dal Corriere: “Miley Cirus, svolta sexy: finora mi hanno censurata”. E insiste, con vaghi accenti pensosi: “ogni donna deve poter diventare come vuole”.

Insomma, Miley-Montana “cerca di smarcarsi dall’immagine della brava ragazza-buoni sentimenti che la Disney le ha costruito addosso”, e comincia passando per “la nuova immagine aggressiva, i video sexy e le paparazzate studiate ad arte che la mettono su quel (pericoloso) percorso già fatto da Britney Spears, pure lei uscita dalla stessa fabbrica di idoli per teen”.

Lamenta che alla Disney, “in passato sono stata un po’ censurata“, e ora si emancipa con “minigonna e stivaloni sopra il ginocchio” e “con un body che lasciava davvero poco all’immaginazione”.

Inutile qualsiasi obiezione, dato che dichiara candida “non prendo in considerazione le critiche“, confermando in questo modo suo malgrado che, a diciott’anni, il dramma peggiore è non avere un tutore (un genitore, un amico maturo, un manager) sincero e disinteressato che ti stia vicino mentre impari a vivere.

Ma tant’è: evidentemente questa è la vera Miley, che soffriva nel ruolo di brava ragazza, “censurata” e limitata da un buonsenso che, a quanto pare, non le apparteneva proprio.

Sarebbe stato bello scoprire che la persona corrispondeva al personaggio, che i buoni sentimenti espressi nel suo libro (sì, ne ha scritto uno) erano genuini, che i versetti della Bibbia citati non erano scelti a caso e incollati qua e là tra le pagine seguendo una logica prettamente commerciale.

Sarebbe stato bello: e invece Hannah-Miley era un personaggio costruito a tavolino. Insomma, era una favola. O, meglio, una sceneggiatura.

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