riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Oltre i carboni ardenti

Posted by pj su 22 luglio 2010

La vita di una celebrità è strana: a volte ci si prepara coscienziosamente per anni, si attraversano tutti i gradi del cursus honorum, dalla gavetta al nome in cartellone, e poi si finisce per venir ricordati per qualcosa di anomalo, talvolta perfino di poco attinente con la propria specializzazione.

I quotidiani, in questi giorni, ci ricordano che qualcosa di simile è successo a Mino Damato: giornalista, persona colta e di gran cuore, che i più ricordano per aver camminato sui carboni ardenti in una lontana edizione di Domenica In (quando Elisabetta Gardini non era un parlamentare della Repubblica, ma una giovane conduttrice televisiva).

Certo, Damato non era il prototipo del vip a tutti i costi: a un certo punto della sua carriera si è ritirato nella sua aurea solitudine, lontano da programmi, palinsesti e ospitate, lasciando alle cronache il suo “Alla ricerca dell’Arca” e dedicandosi – lontano dai riflettori – ai bambini in difficoltà.

Ora la Fondazione Bambini in Emergenza da lui creata nel 1985 lo ricorda con uno spazio sul Corriere, dove esprime l’intenzione di continuare a seguire i bambini meno fortunati.

In particolare colpisce una frase del giornalista, riportata nell’annuncio:

«Non abbiamo bisogno di miracoli per credere,
né di successi per perseverare»

Una frase lapidaria, dal sapore biblico, che racconta molto del carattere di Damato. Un personaggio che non ha mai parlato molto della propria spiritualità – nelle sue biografie non se ne accenna -, evidentemente vissuta con una riservatezza che pare opportuno rispettare.

Non parliamo dunque di riflessione, ma di azione: di un intervento deciso a beneficio del prossimo, di quei “piccoli” di evangelica memoria. Di un impegno costante che non aspetta il soprannaturale per proseguire, né risultati quotidiani per non scoraggiarsi.

Un impegno che non rinnega la fede («Quello che dobbiamo fare noi è mettere a servizio totale quelle che sono le nostre capacità, e rifugiarci nelle braccia di Gesù grande», ebbe modo di dire in un’intervista), ma che la riconosce morta senza le opere («non chiedere aiuto alla provvidenza se prima non hai dato fino all’ultima goccia dell’energia che hai dentro», concludeva il suo pensiero nella stessa intervista).

Sì, fa riflettere. Viene da pensare che, schermandosi dietro il velo della spiritualità (“se il Signore non mi parla…”), troppi cristiani preferiscono l’esempio di Gedeone a quello di Abramo.

E, mentre noi aspettiamo comodamente seduti le doverose conferme per sciogliere le nostre pensose riserve, vicino e lontano c’è chi, con ansia, aspetta noi. E si chiede se l’aiuto promesso da Dio arriverà in tempo.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: