riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Il ritmo del messaggio

Posted by pj su 15 giugno 2010

“God is my dj”, si intitolava la tournée musical-teatrale che Alice portava in giro per l’Italia tra brani sacri e pezzi meno convenzionali.

Chissà se l’iperbole di quello slogan ha qualche parte nella decisione della diocesi cattolica di Genova, che sulla spiaggia di Arenzano ha inaugurato la prima “discoteca cristiana”: l’obiettivo è «far ballare d’estate i turisti e i parrocchiani in allegria, pregando e divertendosi».


L’idea è venuta, e non poteva essere altrimenti, a un sacerdote con un passato da deejay sulle navi da crociera; e se prima animava le serate con i brani ritmati più commerciali, nel suo nuovo debutto alla console ha proposto brani di musica dance cristiana.

Don Roberto intende portare avanti il progetto per tutta l’estate, attirando ogni mercoledì sulla spiaggia fedeli e curiosi sulle note di brani come “Ama Gesù con tutto il cuore”, “Fiesta Fiesta Alleluja”, “Siamo la gente che loda il Signor”.

Qualcuno lo considererà troppo “avanti” per i tempi, qualcun altro si rammaricherà per la solennità perduta o la sacralità compromessa; don Roberto, da parte sua, dichiara di voler avvicinare “i ragazzi al messaggio di Gesù” attraverso questa e altre iniziative, non ultima la messa sulla spiaggia.

“Omnia munda mundis”, replicava nei Promessi Sposi Fra Cristoforo alle obiezioni del suo confratello. “Tutto è puro per i puri”: un principio biblico che, quando viene usato correttamente, è un sollievo per chi si impegna senza secondi fini a favore degli altri, ma che, in caso di abuso, rischia di trasformarsi in un alibi inscalfibile, tale da rovesciare – ingiustamente – sull’interlocutore l’ombra di un’interpretazione malevola o prevenuta (“se nella mia azione vedi qualcosa di sbagliato, vuol dire che in malafede sei tu“).

Tutto è puro per i puri, ma non possiamo confondere la semplicità dei bambini (raccomandata da Cristo) con l’incostanza, l’incoerenza, la mancanza di ragionevolezza (da cui, invece, la Bibbia mette solennemente in guardia).

Tutto è puro per i puri, ma i nostri gesti e le nostre azioni devono comunque rispondere a uno scopo, a dei principi, valutando se i mezzi non siano eccessivi rispetto al fine, se gli obiettivi siano chiari (prima di tutto a noi), se l’idea è coerente con il contesto, se le azioni verranno comprese da chi ci sta di fronte, o saranno destinate a venir confuse tra le tante iniziative eccentriche di cui il mondo è pieno.

Non è sbagliato sperimentare formule nuove per avvicinare a Dio gli indifferenti. L’importante è che ogni idea, ogni proposta, ogni iniziativa sia non un semplice sfoggio di originalità, ma un’azione responsabile e coerente con il messaggio.

E perché questo succeda, è necessario che il ritmo della dance, come qualsiasi altra trovata a effetto, sia preceduto dal silenzio della riflessione.

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