riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

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La stagione della pazienza

Posted by pj su 7 aprile 2010

Adotta un anziano: questa la proposta del Comune di Milano, convinto che “l’affido allunga la vita”. L’iniziativa, avviata in via sperimentale una decina di anni fa, si apre ora a tutte le famiglie desiderose di rendersi utili adottando virtualmente un nonno o una nonna.

L’idea nasce dalla constatazione che nel capoluogo lombardo gli over 65 sono il 24% della popolazione, e che uno su tre (quindi, almeno l’8% dei milanesi) vive in condizioni di solitudine. Da qui l’intenzione di valorizzare un progetto già esistente, in base al quale affidare a famiglie disponibili (e selezionate) gli anziani soli, offrendo nel contempo alle famiglie coinvolte un bonus di duecento euro al mese.

Il rapporto tra famiglia e nonno non è codificato in un contratto, ma indicativamente il contatto tra l’anziano e la nuova famiglia dovrebbe essere quotidiano: un pranzo in famiglia e qualche attività di svago seguendo le passioni comuni.

È così che la signora Bonetti, ormai da anni, si dedica alla signora Carla, 102 anni: e, racconta al Corriere, “non è solo fatica, impegno, dedizione“: «ci divertiamo insieme, io e la Carla. Siamo andata anche alla Scala a vedere i balletti. Fino a qualche mese fa la portavo al cinema. Certo, cucino anche… Ma soprattutto parliamo, ci raccontiamo le cose che ci capitano, che viviamo… È come se fossimo parenti, è come una nonna, ecco».

Certo, trattare con gli anziani non sempre è facile, specie per una società che ha fatto della fretta il suo credo: la flemma di chi è avanti con gli anni, la sua naturale tendenza a fare flanella, a soffermarsi, a misurare ogni gesto, a chiedere più volte la stessa cosa, a perdersi nei propri ragionamenti e nelle proprie paure rischia di far perdere la pazienza a chi, più giovane, tende a sentirsi più vitale, brillante, reattivo.

E invece, forse, frequentare gli anziani potrebbe insegnarci più di qualcosa. La pazienza, innanzitutto. E poi la capacità di lasciar scorrere il tempo, di non sentirsi soffocati dagli impegni della giornata, la gioia dei piccoli gesti quali una passeggiata in un giorno di sole, il piacere di godersi i colori, i sorrisi, la luce di un altro giorno strappato alla solitudine e all’isolamento.

Forse, stando a contatto con chi ha qualche anno di più, potremmo tornare a considerare un privilegio tante cose che, presi dalla nostra frenesia quotidiana, consideriamo beni scontati, apprezzando nuovamente situazioni che non ci emozionano più, e riscoprendo piccoli piaceri che avevamo dimenticato.

E allora viene da pensare che la proposta dal Comune di Milano, incoraggiata da un bonus alle famiglie interessate, potrebbe essere una bella esperienza perfino senza incentivi economici.

Si, perché donare un po’ di vita agli altri costa poco. Scoprire che alla fine abbiamo ricevuto più di quanto abbiamo dato, invece, non ha prezzo.

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