riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

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Noia mortale

Posted by pj su 29 marzo 2010

A metà marzo tre quattordicenni dalla situazione familiare disagiata hanno rubato un’auto per lanciarsi a tutta velocità contromano a fari spenti sulle strade del milanese: le loro scorribande sono andate avanti per sette notti consecutive, fino a quando i Carabinieri non li hanno fermati.

Ieri a Genova un gruppetto di ragazzi (e ragazze) dai 13 ai 16 anni ha deciso di trascorrere la serata attraversando a piedi l’autostrada, fino a quando la Polizia non li ha scoperti e portati in Questura.

Posti di fronte alle loro responsabilità e al pericolo corso, i ladruncoli lombardi e la banderella ligure hanno capito. I primi sono scoppiati in lacrime, i secondi hanno reagito diversamente a seconda dell’età e del sesso, piangendo o minimizzando.

Due vicende diverse in regioni diverse; reazioni differenti, ma con un comune denominatore. Ben riassunto dalla Polstrada di Genova: «Quando gli abbiamo detto che giocando con la morte non si è più adulti, alcuni, i più grandi di 16 anni, ci hanno risposto che quel gesto spericolato li faceva sentire più vivi, meno annoiati, anche se solo per un momento».

Anche i ragazzotti milanesi avevano risposto ai militari in maniera simile: «Ci annoiavamo e non sapevamo cosa fare alla sera».

Proprio così: la noia, quello che per Leopardi era “Il più sublime dei sentimenti umani”, ormai è vista come il peggiore dei mali, la meno augurabile delle condizioni. E, nell’epoca in cui chi non è connesso è tagliato fuori, dove cinque minuti rappresentano la soglia massima di attenzione, dove nessuno ascolta più la seconda parte di una frase, piuttosto che soccombere alla noia qualcuno ha pensato che esagerare sia l’unico antidoto. Qualsiasi cosa, piuttosto che annoiarsi.

Meglio rischiare un handicap correndo contromano a tutta velocità.

Meglio il carcere e una vita di rimorso per aver ucciso persone colpevoli solo di trovarsi sulla corsia giusta di una strada sbagliata al momento sbagliato.

Meglio, addirittura, il rischio di farsi investire in autostrada: ossia una morte certa per chi ci si avventura e uno strascico di infinito dolore per i familiari.

Certo, non ci si pensa. In un’età ormonale e adrenalinica come l’adolescenza i rischi vengono sottovalutati, né viene considerato il pericolo di una condotta oltre i limiti.

Eppure c’è qualcosa di diverso rispetto al passato. Un errore, certo, si può commettere per provare l’eccesso, per l’ebbrezza della trasgressione, per arrivare dove altrimenti ci sarebbe precluso, o per sentirsi più grandi.

Ma una cosa è farlo con un approccio positivo, per creare, scoprire, crescere; altra cosa è provarci per battere quella mancanza di stimoli, valori, interessi, prospettive che, impastata e spalmata su un’esistenza infelice, si traduce in noia.

Forse dovremmo fare qualcosa. Dovremmo raggiungere i giovani lì dove sono e dire loro che c’è speranza, che la vita vale la pena di essere vissuta, che il disagio di una quotidianità monotona non è una conseguenza ineluttabile dell’esistenza, che non siamo nati per soffrire.

Dovremmo. Ma forse anche noi siamo troppo annoiati, pigri, o semplicemente troppo imbarazzati per esercitare nel bene la metà di quel coraggio che, nel male, quei ragazzi hanno dimostrato di possedere.

2 Risposte to “Noia mortale”

  1. Paolo said

    Solitudine mortale?
    Forse se noi evangelici fossimo un poco più onesti e realisti e non avessimo paura di affrontare le problematiche interne delle nostre chiese e, soprattutto, la finissimo di nascondere le cose che non vanno allo scopo di dare buona testimonianza (falsa), forse scopriremmo che anche nelle nostre chiese c’è molta solitudine, forse più che nel mondo.

    • pj said

      La solitudine nelle chiese è certo un tema interessante, di cui potremo parlare in qualche altra occasione. Per restare in tema, invece, potremmo chiederci se all’interno delle chiese siamo in grado di dare motivazioni convincenti ai giovani, o se solamente ci illudiamo di farlo, magari imitando alla meglio il “mondo”.

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