riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Un figlio in solitaria

Posted by pj su 25 marzo 2010

Alla clinica Mangiagalli di Milano aumenta il numero di neonati senza padre: “nell’ultimo anno – segnala il Corriere – oltre 500 neomamme non hanno dichiarato il partner”.

«È il terzo tabù che cade a Milano nel giro di pochi anni – ricorda Simona Ravizza -: nel 2006 c’è stato il sorpasso storico dei single sulle famiglie… nel 2008 una donna su tre ha partorito senza indossare l’anello al dito… adesso l’ultima novità: fare un figlio in totale autonomia». Per un neonato su dieci non viene riconosciuta la paternità.

La domanda del Corriere è legittima: padri in fuga o mamme autonome?
Secondo la psicoterapeuta Elena Rosci «da un lato iniziano a esserci donne della middle class che decidono di affrontare la gravidanza senza preoccuparsi di avere un uomo al fianco, come già avviene nel Nord Europa; dall’altro ci sono le immigrate che spesso si ritrovano sole loro malgrado»: chi potrebbe non vuole, chi vorrebbe non può.

Resta un segnale: il desiderio insopprimibile di maternità travalica l’esistenza di una famiglia, o almeno di un legame affettivo stabile. Con tutti i rischi che questo comporta in termini economici e non solo.

Il dato può venir letto da una duplice prospettiva. Da un lato è positivo, perché sfata il mito della donna che non sente il bisogno di essere madre: lo sente eccome, perfino quando mancano i presupposti. E l’esistenza di mamme così coraggiose e coriacee è tutto sommato un buon segno per la sopravvivenza della specie umana.

Il risvolto preoccupante è che, spesso, l’assenza dei presupposti in questione non è la classica necessità che si fa virtù, ma una condizione voluta: un manifesto di modernità e indipendenza per la donna che, al pari dell’icona maschile emersa negli anni Ottanta “non deve chiedere mai“.

Far nascere un figlio da sole, come capita in tanti film, rischia di perdere la sua valenza umana e scadere a poco più di uno status symbol. Con una differenza sostanziale: un attico in centro si può comprare senza troppi problemi e venderlo quando non va più di moda. Un figlio è per sempre e le nostre scelte di vita in tema di autonomia, emancipazione, affermazione professionale non gli saranno indifferenti.

Anzi, da quelle esigenze (diverse, inevitabilmente, dalle nostre) dipenderà il suo futuro.

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