riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

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Distributori di illusioni

Posted by pj su 10 marzo 2010

Ha ragione chi dice che il distributore automatico di profilattici non è la soluzione ai problemi dei giovani. Semmai una pezza che però, come spesso capita in questi casi, rischia di venir vista come un incoraggiamento verso una condotta che, si vuole far credere, è comune alla stragrande maggioranza dei giovani e quindi – per un sillogismo bacato – è automaticamente “giusta” per i tempi in cui viviamo.

Sbaglia, dunque, chi incoraggia la libertà di costumi: basterebbe uno sguardo responsabile sulle statistiche per farsene un’idea. O, magari, basterebbe guardare in faccia questi giovani che crescono troppo in fretta perdendosi il meglio dell’infanzia, dell’adolescenza e – temiamo – dell’età adulta.


Se sbaglia chi sostiene l’iniziativa, allo stesso tempo non basta dire “no” e puntare su generiche e velleitarie “campagne informative di prevenzione”.

Perché forse, oltre a sconsigliare e scoraggiare (ci viene molto più facile che consigliare e incoraggiare), dovremmo tentare di capire. Capire i motivi per cui giovani che potrebbero fare tutt’altro si dedicano quasi ossessivamente a un’intimità disordinata e quindi pericolosa e poco probabilmente soddisfacente. Capire la pressione di un messaggio mediatico che mette il sesso al centro del mondo e della vita, trattanadolo alla pari di una qualsiasi sostanza stupefacente, spacciandolo per assoluto qualcosa di relativo (e per relativo ciò che dovrebbe essere assoluto: “se mi piace, è giusto”), trovando un inevitabile terreno fertile nella curiosità dell’adolescente.

Dovremmo guardarli in faccia, questi giovani. E non dovremmo tacere.

Di fronte a una strategia mediatica così imponente e allo stesso tempo sottile, non possiamo limitarci a un semplice “no”, astenendoci da qualsiasi spiegazione. Di fronte a chi travisa Agostino (“ama e fa’ ciò che vuoi”) dovremmo essere in grado di spiegare che tenere un comportamento responsabile, su ogni versante della propria vita, non è (solo) una questione di fede, ma anche di buonsenso. Di fronte a chi irride la serietà, dovremmo poter spiegare che la moderazione non è la virtù dei deboli, ma dei forti. Di fronte a chi chiama in campo la familiarità con la natura, dovremmo poter ribadire che a dividerci dalle specie animali sono vantaggi e responsabilità ineludibili; di fronte a chi accampa l’ineluttabilità dell’istinto, dovremmo poter ribattere la pazienza non sarà la soluzione ai mali della vita, ma aiuta a vedere le cose in maniera più chiara (e sana). Di fronte alla falsa saggezza popolare dell’ogni lasciata è persa, dovremmo saper sottolineare che l’autocontrollo spesso non è un’occasione persa, ma un pericolo scampato; di fronte a chi difende le ragioni della passione travolgente, dovremmo saper rilevare che la soddisfazione effimera di un momento sottratto al tempo opportuno rischia di portare conseguenze interiori, prima ancora che esteriori.

Sarebbe il caso di dirlo, a questi benedetti ragazzi, che un distributore nei bagni è solo il modo per non far cadere l’illusione in cui li si vuole tenere prigionieri, convincendoli che, nella vita, non ci sia niente di più importante e degno di nota e distraendoli dalla ricerca della vera felicità.

No, il distributore in bagno non è una vittoria. Semmai è lo squallido palliativo per un problema che non si vuole affrontare.

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2 Risposte to “Distributori di illusioni”

  1. Gian Marco said

    Ciao Paolo!
    Sono pienamente d’accordo con te.
    Viviamo in una società, per me, quasi volutamente incapace di agire seriamente sui problemi.
    Parafrasando Gesù…
    “Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo squarcia il vestito e si fa uno strappo peggiore” (Vangelo di Matteo)
    Eppure, si fa tutt’altro…
    Paolo, continua così: sei grande!
    Con stima, Gian Marco

  2. claudia said

    Ciao Cugino!!
    Ti leggo con soddisfazione ,condividendo le tue riflessioni.
    Grazie ….
    Claudia

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