riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

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L’evoluzione della fedeltà

Posted by pj su 2 marzo 2010

Qualche mese fa La Stampa scriveva di un sito web francese nato con l’esplicito scopo di organizzare tradimenti: le condizioni per iscriversi al servizio, infatti, comprendevano solo “essere sposati e desiderare un’esperienza extraconiugale“.

Il consueto esperto chiamato in causa per giustificare l’ingiustificabile spiega che «il sito conferma la tendenza delle coppie a essere sempre più flessibili. Si va sempre più verso la poligamia».


Pensavamo che il mito della coppia aperta si fosse estinto insieme agli ultimi esponenti del Sessantotto, ma a quanto pare qualcuno, nel 2010, ha ancora il coraggio di chiamare in causa la “tendenza poligama” dell’uomo. E, probabilmente, di fronte alle rimostranze di coloro che amano considerarsi fedeli – a se stessi, oltre che alla persona con cui condividono la vita -, immaginiamo una fintamente sconsolata alzata di spalle seguita dalle parole “eh, ma lo dice la scienza!”.

La stessa scienza che, oggi, svela un’altra interessante faccia del tradimento. Lo fa attraverso Satoshi Kanazawa, ricercatore alla London School of Economics e studioso di psicologia evolutiva, il quale ha recentemente pubblicato i risultati di un suo lavoro secondo i quali “i più intelligenti non tradiscono, chi lo fa è meno evoluto”.

Sì, perché stando a Kanazawa, se gli uomini in passato tendevano a essere “leggermente poligami”, «ora in molti entrano volontariamente in una relazione sessualmente esclusiva», e «sono i più intelligenti ad adottare queste novità»: morale, «gli uomini che non riescono ad adattarsi, che cedono alle tentazioni e tradiscono sono probabilmente più stupidi. Mentre i più svegli “sono in grado di capire il valore della fedeltà“».

In un’epoca che considera esemplare una vita relazionale disordinata e che giustifica senza troppe riserve il tradimento, non c’è insulto che scuota le coscienze: definizioni come “fedifrago” o “adultero” scivolano senza lasciare traccia né rimorso.

E allora, chissà che non sia proprio la teoria evolutiva a dare una mano: anche il playboy più incallito e convinto di dover dare sfogo senza remore alle proprie pulsioni potrebbe non apprezzare l’etichetta di retrogrado, selvaggio o – per andare alla base della scala evolutiva – animale.

Chissà che, di fronte all’idea di essere meno intelligente – o più stupido – e di essere considerato alla stregua di un bonobo qualsiasi, non abbia un moto di risentimento capace di farlo rinsavire da un comportamento che ama considerare emancipato, ma che in fin dei conti suona solo disperato.

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2 Risposte to “L’evoluzione della fedeltà”

  1. Calogero said

    La stampa non fa altro che mettere in risalto quello che la società le manda come segnali e comportamenti. A sua volta, la stessa società non fa altro che eseguire l’esempio dato da coloro che ci governano, visto che sono loro a saltare da una relazione all’altra. Quí in Belgio, una nota rappresentante politica del partito socialista ha adirittura fatto in modo che venga rimosso dalla legge il principio illecito dell’adulterio, per cui, in Belgio, l’adulterio non viene più considerato come un delitto..! Alla faccia di chi viene tradito(a) dalla moglie o dal marito.. Questo puó già essere considerato un fallimento morale della società. Spero comunque che l’adulterio non venga rimosso dalle bibbie dei Cristiani.. Calogero <

    • RADIOLONDRA said

      Mi dispiace per te che vivi in Belgio, qui invece tutti i politici, primo ministro in testa, sono persone di alto profilo morale. Comunque, ironia a parte, la stampa e i mass media non si limitano solo a mettere in risalto quello che c’è nella società, ma la condizionano in modo pesante. Se un giornalista o uno showman dicono che è scoppiata la moda di …., quello che era il vezzo di pochi, poco dopo diventa veramente di moda; e questo purtroppo non vale solo per le scarpe con la zeppa alta.

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