riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

I come idolo

Posted by pj su 24 febbraio 2010

Quando si parla di scuola, tutto il mondo è paese: in India, come in Italia, per insegnare l’alfabeto (occidentale) si usano le immagini di un oggetto il cui nome comincia con la lettera stampigliata in evidenza sulla scheda.

Se i metodi di apprendimento sono simili, la cultura condiziona gli oggetti presi in considerazione. Se da noi sulla scheda della “i” campeggia un “istrice” sornione, in India ci si trova un “idolo”. E l’idolo rappresentato, lungi da troppi arzigogoli mentali, non è il vincitore di American Idol, né il denaro (forse presente sotto la “m” di “money”), ma una rappresentazione visiva di Gesù.

Solo che, non si sa se per l’accidia dei compilatori o per un clamoroso refuso, l’icona in questione – una classica rappresentazione di Gesù biondo e con gli occhi chiari, tipica dell’iconografia cattolica – è comparsa in una sua versione riveduta e (s)corretta, probabilmente opera di qualche artista moderno troppo pieno di sé per rispettare gli altri, che al ritratto in questione ha aggiunto una lattina e una sigaretta.

Forse gli indiani non sanno, smarriti come sono tra le loro tante divinità, che il Gesù in questione non fumava né tracannava birra. Forse chi ha compilato quel sussidio didattico sapeva, ma ha preferito far finta di niente: in fondo, potrebbe aver pensato, se a Gaza i libri di grammatica utilizzano per l’analisi logica frasi del tipo “uccidere un infedele è giusto”, chi mai potrà biasimare noi per aver screditato la fede degli occidentali?

I cristiani del luogo, venuti a conoscenza della scorrettezza, hanno richiamato l’attenzione delle autorità, come sempre senza troppo esito. Gli indù, dipinti come pacifici dall’iconografia occidentale, hanno colto lo spunto per provocare l’ennesima serie di scontri: chiese incendiate, pastori aggrediti. Molti cristiani, raccontano le cronache, sono stati fermati con l’accusa di aver preso parte agli scontri; nessun estremista indù è stato arrestato.

“I” come idolo. “I” come India. Il paese che conta centinaia di divinità ma dove gli idoli sono solo quelli degli altri.

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