riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

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    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

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Illustri sconosciuti

Posted by pj su 1 dicembre 2009

Per qualcuno si tratta di un vero e proprio sacrilegio: il vicepresidente del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR), istituto pubblico nazionale che si occupa di promuovere l’attività scientifica nel nostro Paese, è un creazionista.

Una circostanza che suona come un’eresia per la maggioranza degli scienziati italiani: e non poteva essere diversamente dato che, da 150 anni, la scienza ha legato la sua autorevolezza e il suo prestigio alla tesi dell’evoluzione, facendone dottrina e testo sacro per chiunque avesse intenzione di varcare la soglia delle discipline sperimentali.


Così, riferisce oggi il Corriere, il CNR ha preso le distanze dalle iniziative del suo vicepresidente, lo storico Roberto De Mattei: il convegno “Evoluzionismo. Il tramonto di una ipotesi” organizzato lo scorso febbraio e, ora, il volume che ne raccoglie gli atti.

Quasi si scusa il presidente dell’Istituto, Luciano Maiani, chiarendo che il volume «non esprime la voce ufficiale del CNR» e ha ricevuto solo «un modesto contributo finanziario», anche se concede al suo vice il diritto di parola, esprimendo una «personale contrarietà a ogni forma di censura delle idee».

Molto più categorico il commento di Marco Ferraguti, presidente della Società dei biologi evoluzionisti: definisce “bizzarra” la presenza di un creazionista ai vertici del CNR e con piglio integralista afferma che «i testi inclusi in quel volume non hanno nulla a che vedere con la scienza e del resto nessuno degli autori gode di un qualche credito a livello internazionali. Sostengono tesi stravaganti… tali da sconvolgere tutto il quadro delle attuali conoscenze».

«Se portassero degli argomenti seri – continua – la comunità scientifica sarebbe impegnata a discuterne e le riviste più importanti ospiterebbero i loro interventi. Invece sono dei perfetti sconosciuti…».

Fatti salvi errori di trascrizione del giornalista, Ferraguti non si rende conto di dare, in questo modo, il destro a de Mattei quando sostiene che «C’è un tentativo d’intimidazione intellettuale verso chi osa mettere in dubbio la filosofia evoluzionista. Invece di entrare nel merito delle nostre tesi, si vorrebbe intimarci il silenzio».

E in effetti non occorre essere scienziati, ma solo un po’ logici, per rilevare che da un lato Ferraguti chiede di portare le tesi creazioniste davanti al tribunale della scienza, dall’altro irride chi ci prova, bollandolo come “perfetto sconosciuto”.

Viene da pensare che non abbia del tutto torto De Mattei quando sostiene che «in realtà l’evoluzionismo è l’ultimo mito sopravvissuto al tramonto delle ideologie, ma non vi è alcuna prova empirica che lo sorregga. Resiste soltanto per l’influenza della lobby darwinista, che vuole imporre un dogma privo di fondamento scientifico».

Pare di capire che per sollevare un’obiezione alle convinzioni della maggioranza sia necessario essere conosciuti, ma si può altresì immaginare che sia difficile uscire dall’anonimato scientifico senza appiattirsi sulle posizioni della stessa maggioranza. Se così fosse, la situazione della ricerca scientifica ricorderebbe alcuni quadri seicenteschi che ritraggono un consesso di azzimati studiosi, augusti e compresi nel loro ruolo, avvolti in un’aura di autoreferenzialità che esclude qualsiasi osservazione meno che ortodossa.

Se così fosse – ma speriamo vivamente che così non sia –  ci troveremmo di fronte a un curioso paradosso: infatti proprio a un atteggiamento simile la scienza si oppose, nei secoli passati, rivendicando il diritto di verificare, controllare, mettere in discussione ogni aspetto della conoscenza. Sarebbe davvero sorprendente, oggi, ritrovare gli studiosi dall’altra parte della barricata.

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3 Risposte to “Illustri sconosciuti”

  1. Quanti sanno chi era NiKola Tesla ?
    Pochi credo, eppure dobbiamo anche e soprattutto al suo genio il fatto che oggi esista la corrente alternata,(per i profani quella che abbiamo tutti in casa).
    Ergo …

  2. Gloria said

    ho letto l’articolo a bocca aperta..
    e poi accusano noi evangelici di essere integralisti e intolleranti!!!
    Che ognuno di noi possa arrivare a dire con fermezza e senza lasciarci intimidire… ‘poichè SO in chi ho creduto!!!’
    Benedizioni abbondanti!

  3. Sandra said

    Beh, il ragionamento di Marco Ferraguti non fa una piega! Non c’è niente di meglio che sminuire il valore delle persone che la pensano diversamente da noi per evitare di essere coinvolti in discussioni che temiamo.

    Su Ferraguti, un po’ di coraggio! Nascondersi dietro l’alibi dei “perfetti sconosciuti” non è serio…

    Sandra

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