riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Quanti muri

Posted by pj su 9 novembre 2009

9 novembre. Quest’anno è facile ricordarsene, mentre tutti i giornali e le televisioni fanno da cassa di risonanza alle celebrazioni: vent’anni fa, in seguito a un percorso storico e, insieme, per un equivoco, cadeva il muro di Berlino.

Convenzionalmente la caduta del Muro rappresenta la fine di un’ideologia, ma anche di un sistema, di un mondo, di una società.


Era una società libera, o almeno veniva proclamata tale: il comunismo era la libertà, il sol dell’avvenire, il progresso, la liberazione, e il popolo era finalmente felice.

Era una società democratica: tutti erano uguali nella paziente attesa davanti ai negozi vuoti; il defunto, rublo al cambio di Mosca, valeva più del dollaro; sorvolando su leziosi pluralismi, la verità veniva proclamata da un giornale che si chiamava, appunto “verità”; e anche in Parlamento, ovviamente, per fare il bene del popolo non servivano troppi partiti.

Era una società avanzata: era il regime dei piani quinquennali e dei kolkhoz, delle sfilate militari e della cagnetta Laika nello spazio, della democratica scarpa di Krushov sbattuta in faccia alle Nazioni unite e della Siberia con i suoi gulag.

Era un paese decisamente laico: ateo, anzi. La fede doveva essere un affare privato, e se possibile nemmeno quello. Trent’anni fa il pastore romeno Richard Wurmbrand raccontò bene, nel suo “Torturato per Cristo” (recentemente ristampato da EUN), il trattamento che i regimi – chi più, chi meno – riservavano ai cristiani.

Oggi tutti festeggiano i vent’anni dalla caduta del simbolo di quel comunismo. Eppure fino a vent’anni fa – e anche dopo – non furono pochi, anche tra i cristiani, a credere nell’ideologia della fratellanza senza Dio, della libertà controllata, dell’uguaglianza per sottrazione.

Viene da pensare che la lezione non sia bastata se anche oggi alcuni cristiani, recidivi, mentre celebrano la caduta del Muro sentono il bisogno di affidarsi ad altri miti, meno impegnativi ma non meno pericolosi.

Perché fino a quando non ci basterà il messaggio di speranza del vangelo, nel cercare nuovi varchi troveremo di fronte a noi solo muri.

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2 Risposte to “Quanti muri”

  1. Matteo said

    Purtroppo sttai e movimenti che si ispirano al comunismo ci sono ancora e purtroppo alcuni che si dichiarano cristiani si fanno lobotomizzare da tale ideologia criminale nonostante il risultato della sua attuazione e il martirio di molti nostri fratelli dove è sttao applicato.
    Mai più un’idologia al pari del nazismo può essere difesa.MAI PIU’.

    • Non si può fare a meno di notare in questi giorni con quanta foga venga condannato, quasi unanimamente, il sistema politico, fallito e condannato dalla storia, che va sotto il nome di comunismo.
      Per come la vedo io il comunismo non è mai esistito, sono esistite delle persone che rifacendosi ad un pensiero utopico, hanno creato delle dittature spietate, che come tutti sanno, hanno fatto soffrire e morire milioni di persone.
      Mentre abbondano le riflessioni su quello che è stato il comunismo e il mondo diviso nei due blocchi, mancano serie e approfondite riflessioni su quello che la caduta di quel regime ha lasciato, e mancano soprattutto nel mondo cristiano. Si spara a zero (giustamente) sui persecutori dei cristiani dell’est, mentre si accarezzano, e talvolta si giudicano grandi, i corruttori del cristianesimo e dei cristiani, dell’ovest.
      Molti si meravigliano del fatto che nel mondo cristiano alcuni abbiano subito il fascino del comunismo, ma a ben vedere la cosa non dovrebbe destare nessuna meraviglia, perchè l’inganno di quella ideologia consisteva nel mostrarsi paladina di giustizia e difenditrice dei deboli, quindi con caratteristiche simili al cristianesimo, tanto che molti solevano dire che Gesù era stato il primo comunista, (quando non si ha il senso delle cose di Dio non c’è limite alle stupidaggini che si possono proferire).
      Quello che invece desta meraviglia è il notare come i cristiani dell’ovest non abbiano saputo scorgere neanche minimamente che il capitalismo selvaggio, la corruzzuione morale e spirituale dell’occidente, era e rimane antitetica al cristianesimo, tanto quanto il comunismo, se non di più.
      Così nel nostro paese, per esempio, tanti bravi superficiali cristiani inorridiscono nel pensare a quello che i comunisti hanno fatto contro il cristianesimo, ma non si creano nessun problema di coscienza nell’eleggere come primo ministro un moderno Absalom, la cui vita e pensiero sono l’esatta negazione del cristianesimo.

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