riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

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Sorriso amaro

Posted by pj su 5 novembre 2009

L’esperienza ci insegna che il sorriso è un sollievo per chi lo dona e per chi lo riceve.

Esiste, però, anche un sorriso sbagliato, fuori luogo. Come quello che la coppia Mogol-Battisti eternò in un celebre brano, e che descrive la fine di una relazione: “Un sorriso/ e ho visto la mia fine sul tuo viso/ il nostro amor dissolversi nel vento/ ricordo, sono morto in un momento”.


O come il sorriso di quel dirigente a bordo campo, che non sarà sfuggito agli osservatori più attenti.

Stiamo parlando di una vicenda registrata durante una partita internazionale di pallamano femminile, e testimoniata da un video proposto ieri dal sito del Corriere.

Succede durante la «partita di pallamano femminile valida per la Champions League tra la squadra austriaca dell’Hypo Niederösterreich e le francesi dell’HB Metz: poco prima della fine della gara l’allenatore Gunnar Prokop piomba sul rettangolo di gioco per bloccare un contropiede delle transalpine scagliandosi letteralmente addosso ad una giocatrice».

Il personaggio, segnala il Corriere, è “noto per essere a volte un allenatore sopra le righe” e in seguito a quel gesto, decisamente antisportivo, è stato sospeso dalla federazione europea per tre anni e punito con una multa di 45 mila euro (non poco, per i parametri di uno sport minore).

Insomma: un gesto grave che ha avuto la giusta sanzione. Però date un’occhiata al video.

L’allenatore irriverente, dopo un gesto di cui si sarebbe dovuto vergognare, alza la mano riconoscendo la colpa (e ci mancherebbe altro) ma senza contrizione: anzi, ride di gusto per quella che, in perfetto stile italiano, considera una furbata.

Ma, se ci fate caso, non è il solo. Espulso dagli arbitri, mentre esce con un aria di trionfo che non gli si attaglia, incrocia un altro personaggio, presumibilmente un dirigente della squadra, che quasi lo abbraccia. Ed è un tripudio di sorrisi.

Spesso ce la prendiamo con il calcio, e da decenni sentiamo gli esperti stracciarsi le vesti per ciò che è diventato: troppi soldi corrompono i costumi e per questo uno sport amatissimo è diventato un concentrato di banalità, assurdità, volgarità, violenza.

Mi dicono che, fino a oggi, la pallamano femminile non è entrata in questo vortice di cifre milionarie, per cui il semplice dato economico non spiega un comportamento antisportivo di questo tipo in uno sport minore.

Viene da concludere che il problema non risiede nei conti, ma negli esseri umani: che, appena possono, non riescono a trattenere la scorrettezza, la malvagità, l’istinto di sopraffazione. E spesso a prescindere dall’obiettivo, dal riscontro economico, talvolta anche dalla logica.

Un colpo di testa può capitare a tutti, purché non di rifiuti di pagarne le conseguenze. Quel che turba, nella vicenda, è l’accettazione, la condivisione, l’incoraggiamento pubblico di un gesto manifestamente sbagliato da parte di chi dovrebbe dissociarsene, prendendo le distanze dal colpevole.

Inutile stupirsi per la violenza negli stadi, per l’imbarbarimento del confronto sportivo, per il ritorno di fiamma del campanilismo più deteriore con il suo strascico di intolleranza.

Inutile, se prima non ci togliamo dalla bocca quel sorriso compiaciuto e non diamo, noi per primi, il giusto valore alle cose, indirizzando correttamente coloro che credono in noi – e, spesso, sono più di quel che potremmo pensare – e contano sul nostro esempio, la nostra parola, la nostra esperienza.

Ecco: i sorrisi e gli abbracci riserviamoli a loro, non al furbetto di turno che domani, il suo sgambetto malandrino, potrebbe farlo a noi.

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Una Risposta to “Sorriso amaro”

  1. A proposito di sorrisi fuori luogo e di cattiveria, mi torna in mente un noto giornalista che appare spesso in tv, ed ha sempre stampato in viso un sorriso beffardo, simile a quello del cattivo Joker, che smette di esibire solo quando, irritato da qualche affermazione dei suoi interlocutori, passa dal soriso smagliante allo sguardo feroce.
    Forse sono anche cattivi maestri come lui a incoraggiare la cattiveria dilagante.

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