riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

La Casa degli altri

Posted by pj su 26 ottobre 2009

Sabato pomeriggio è stata inaugurata la nuova sede torinese di Casa della Bibbia: la nota libreria cristiana – nonché casa editrice e agenzia editoriale – lascia i locali di via Botticelli per spostarsi in via Massari.

Una posizione più decentrata, ma dove la struttura può avvalersi di 1300 metri quadri di cui 100 di esposizione libraria aperta al pubblico, cui si aggiungono due sale conferenze, uffici, un ampio deposito: una scelta di comodità per gli utenti, anche perché – come spiegavano i responsabili – nella zona sono presenti una decina di chiese evangeliche.

La presentazione dei nuovi spazi ha visto la presenza di duecento persone, e questo è decisamente un fatto positivo. Meno positivo il fatto che di molte tra queste dieci chiese non ci fosse la benché minima rappresentanza, e che latitassero gli esponenti di case editrici, e organizzazioni connesse con l’impegno di lunga data che Casa della Bibbia (l’organizzazione è attiva dal 1933) porta avanti.

Non è una situazione nuova. Per un paradossale meccanismo psicologico le organizzazioni cristiane senza un’etichetta specifica non vengono considerate come un’occasione di incontro, un’azione trasversale in cui unire le forze: emerge, al contrario, un sentimento di sospetto verso un progetto che non è solo proprio, ma appartiene a tutti.

Alcuni cristiani di buona volontà riescono a superare questi steccati mentali e a collaborare proficuamente (ne sono un esempio la stessa CdB, o le tante radio cristiane non denominazionali presenti sul territorio nazionale).

Però spiace che siano una minoranza, ancorché volenterosa. E che gli altri, tutti coloro che parlano di unità, di collaborazione, di “risveglio”, non siano disposti a onorare nemmeno con la loro presenza, due ore una tantum, una struttura che merita il rispetto e il ringraziamento dell’Italia evangelica.

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