riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

L’Italia s’è desta

Posted by pj su 14 ottobre 2009

Pensavamo sarebbe passato inosservato in mezzo ai tanti eccessi che sono diventati norma nel nostro acciaccato Paese: e invece no.

Tutto nasce da uno spot televisivo che pubblicizza una nota marca di calze; il video, caratterizzato da colori caldi e toni rassicuranti, viene accompagnato da una versione riveduta e (s)corretta dell’inno nazionale, che diventa – tenendo conto del target femminile cui lo spot è rivolto – “sorelle d’Italia”.

Si sa, l’inno di Mameli non gode di particolari simpatie musicali, bistrattato com’è da buona parte dei cantautori italiani (uno dei pochi che ci ha sorpreso, a suo tempo, con un giudizio positivo è stato Toto Cutugno) e anche da qualche partito politico (di recente una testata  ha definito “ladro” il paroliere); gli italiani lo conoscono poco e male (molti si chiedono chi sia questo Scipio, altri ne storpiano il nome senza troppe cautele) e lo sentono come proprio solo nelle rare occasioni in cui la Nazionale di calcio raggiunge la finale dei Mondiali.

Eppure, nonostante questo, quel motivo ottocentesco resta il nostro inno nazionale: ossia la bandiera musicale del nostro Paese. Beninteso, non c’è nulla di sacro né di trascendente in quelle note, ma meritano rispetto per ciò che rappresentano.

Visti i tempi grami che il senso dello Stato sta vivendo non avremmo pensato che l’Inno di Mameli virato al femminile e in chiave pubblicitaria avrebbe sollevato proteste in rete e sui giornali, e soprattutto da parte delle donne, cui lo spot era rivolto: lettere che parlano di “sgomento” e “indignazione” per “un volgare storpiamento”.

Reazioni probabilmente esagerate, ma il cui vigore fa ben sperare. Sarebbe bello se lo sdegno espresso nei confronti del caso specifico riuscisse a diventare consapevolezza, e la consapevolezza si trasformasse in una nuova sensibilità – personale e sociale – verso la morale, l’etica, i valori.
Sarebbe bello poter dire che, su questo fronte, “l’Italia s’è desta”.

Sì, sarebbe bello. Significherebbe che c’è ancora speranza.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: