riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Soluzioni trascurate

Posted by pj su 30 settembre 2009

Si chiama papilloma ma, dietro al nome rassicurante, si nasconde un virus. Si tratta di una infezione che causa il tumore al collo dell’utero. Per prevenire la malattia in Gran Bretagna è stata stabilita la vaccinazione semi-obbligatoria (“fortemente raccomandata”) di tutte le ragazze tra i 12 e i 15 anni, che viene somministrata direttamente a scuola.

Proprio in seguito a questa azione di profilassi, però, una ragazza di 14 anni ha perso la vita. Si tratta del primo caso, causato forse da “una reazione rara al vaccino”, o a “qualche condizione medica preesistente”.


In attesa di certezze mediche sul caso, la triste vicenda riaccende l’attenzione su un metodo che mostra i suoi limiti. Non stiamo parlando del sistema medico, ma educativo.

Perché, come molti sanno, il papilloma virus si trasmette per via sessuale: ossia il contagio comporta, mettiamola così, un’intimità molto condivisa.

Che la sregolatezza sentimentale (ma si può ancora parlare di sentimenti?) sia poco salutare non è una novità, e viene regolarmente insegnato.

Il problema è la soluzione che viene proposta. E qui il problema non riguarda solo l’atto educativo, ma interessa i principi che sottendono il concetto stesso di educazione.

La scelta educativa del passato, ossequiosa verso i valori cristiani, indicava l’astinenza. Una lezione radicale, sicuramente, e non facile da inculcare a ragazzi e ragazze alle prese con i primi sconvolgimenti ormonali.

Negli anni della contestazione la continenza diventò un concetto improponibile, e derogando all’insegnamento cristiano si preferì puntare sulla riduzione del danno attraverso l’informazione e la prevenzione. Il corollario fu la banalizzazione del tema, da un lato ridotto a mero argomento scientifico, dall’altro sdoganato a gesto atletico scollegato da un contesto relazionale sano.

La scelta provocò, come prevedibile, ulteriori problemi: da un lato l’aumento delle gravidanze in età adolescenziale, cui si tentò di rimediare attraverso l’impegno di una torma di psicologi e l’anticipazione dell’educazione sessuale ai primi gradi scolastici.
Dall’altro lato, un ritorno nei più giovani di patologie quasi dimenticate. E ora, il papilloma virus.

La soluzione individuata, la vaccinazione su larga scala, sembrava ideale: salvo qualche effetto collaterale, a tratti perfino letale, che a sua volta porrà ulteriori grattacapi da risolvere.

Non è difficile riconoscere, nei fatti, lo sviluppo di un circolo vizioso: adottare una soluzione sbagliata comporta la creazione di altri problemi cui sarà necessario in seguito porre rimedio. E solo Dio sa dove questa strada potrà portarci, se ci ostineremo nella nostra insipienza.

Sia chiaro: se qualcuno preferisce vivere così, è libero di farlo. È una scelta di vita: complicata, ma libera.

Il problema è che, da come viene prospettata, sembra quasi sia l’unica possibile.
Fuori dalle chiese, dove peraltro di questi temi si parla molto poco, si dà per scontato che non sia possibile adeguarsi ai valori cristiani.

Non è il caso di fare terrorismo, ma forse, per rispetto alla libertà di una società che consente a chiunque di vivere come desidera, sarebbe opportuno prospettare ai più giovani anche la possibilità una scelta diversa. Una scelta che, visti i risultati cui portano le altre opzioni, risulterebbe non solo salutare, ma anche intelligente.

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7 Risposte to “Soluzioni trascurate”

  1. Emanuele Fiume said

    Caro Paolo,
    il problema è riassumibile in pochi assunti:
    1) Oggi non è possibile (né desiderabile) difendere i “valori cristiani” ope legis.
    2) Alla chiesa cattolica, che sgomita perchè i propri “valori” siano sostenuti, risponderei che l’unico valore cristiano è il sangue di Cristo. Cioè, non ha nessun senso imporre una visione etica cristiana a chi non è convertito. Sarebbe una costrizione delle Legge e non una libera responsabilità nella gratitudine a Dio.
    3) L’unica soluzione a mio parere è più predicazione, più testimonianza, più Gesù. Più sale della terra. E il sale, fino a pochi anni fa, si adoperava non solo per salare, ma anche e soprattutto per conservare e per salvare gli alimenti dalla putrefazione.
    Fraternamente

    • RADIOLONDRA said

      Fa piacere vedere che c’è qualcuno che ha compreso che la santità e lo stile di vita cristiano non si possono imporre per legge. Un po meno condivisibile il punto tre, che mette più enfasi alla predicazione e alla testimonianza che non alla vita stessa, che è la vera predicazione e testimonianza, (la gente è stanca di chiacchere). Aggiungo che il sale, dopo aver svolto il suo compito, sparisce, mentre alla maggioranza di quelli che pretendono di essere luce e sale, comparire, primeggiare, e possibilmente ingerire nella vita dei credenti e nel loro rapporto con Dio, prorio non dispiace, anzi.

      http://radiolondra-radiolondra.blogspot.com/2009/05/gli-avvocati-di-dio-cosi-ha-definito.html

  2. ferdinando said

    Essendo d’accordo in linea generale con quanto scritto, solleverei invece un’altro problema.
    Pur credendo in valori cristiani non credete che oggi per un giovane sia veramente difficile procrastinare la propria vita sessuale fino ai 30 anni quando, dove dopo tanto studiare e precariato a gogò, si riesce finalmente trovare un lavoro fisso e a sposarsi. Una volta ci si sposava molto giovani e la cosa era probabilmente più semplice. Sulle malattie poco da dire, è fallita anche l’informazione

    • pj said

      Temo che il problema non sia risolvibile con una deroga: più che trovare una soluzione, si rischia di costituire un comodo alibi.

  3. agnostico evangelico said

    Per un giovane cristiano (maschio) è sicuramente difficile, nel senso che arriva ai trent’anni per forza di cose, con questo peso addosso specialmente in una cultura dove l’uomo “casto” è sinonimo di imbecillità e incompetenza. Per la giovane cristiana (femmina) è sicuramente difficile, ma semplicemente che ci arrivi. La donna “casta” per quanto possa essere ridicolizzata dalle amiche e dagli amici “progrediti ‘, è di fatto invidiata o odiata dalle une (davanti alla quale si sentono inconsciamente delle p.) e bramata ardentemente dagli altri che la vedono come un rara e gustosa preda da azzannare. E siccome i figli di questa generazione sono più sapienti dei figli della luce, Sichem ha gioco facile a sedurre Dinah. E purtroppo bisogna dirlo, di Dinah c’è pieno nelle chiese. La cosidetta “parità” tra i sessi è promossa dai maschi progressisti semplicemente perché ha aumentato loro le opportunità di fornicare.

    • pj said

      Un’analisi che pecca di pessimismo, o almeno spero.
      Il sentore di casi simili comunque non è troppo raro, e sarebbe sbagliato sottovalutare i pericoli.

  4. laura said

    si anche qua fanno la vaccinazione per questo virus, l’ha fatto mi pare un paio di sett fa mia figlia… bah, per me non fa male… poi se lei vuole scegliere di seguire o meno i consigli della bibbia lo vedra’ lei… per quello che mi riguarda le faccio volentieri il vaccino, almeno riduciamo alcuni rischi :). Poi c’e anche la questione che non tutti sono cristiani e a scuola la vaccinazione la fanno per tutti… sono sicura che se un genitore non vuole farla fare al figlio ci sara’ il modo… e’ raro morire per questa vaccinazione come si e’ detto, ma sopravvivere al cancro e’ raro. E’ anche vero che tanti anni fa si sposavano a 16 anni mentre ora come si e’ gia’ detto si rimane da soli per molti piu anni quindi non giustifico ma capisco le difficolta.
    ciao ciao 🙂 non lapidatemi 😀

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