riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

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Il fattore costanza

Posted by pj su 24 agosto 2009

“Dimagrire senza fatica? Ecco perché non serve”. Il Corriere fa strage di illusioni: «Oggi – scrive il quotidiano – vengono proposte molte soluzioni per dimagrire in fretta: pastiglie, preparati vari o diete che farebbero ritrovare la linea con poca (talvolta nessuna) fatica. Ma funzionano davvero? “Se si vuole dimagrire senza far nulla si è sulla strada sbagliata“, spiega Andrea Ghiselli, nutrizionista dell’Inran (Istituto Nazionale Ricerca Alimenti e Nutrizione) di Roma».

D’accordo, è solo una conferma di cose che sapevamo già tutti, anche se ancora in molti si illudono che una pillola, una panciera, una dieta “a zona” possano dare al fisico la tonicità di un olimpionico. Invece per la fisica – e per il fisico – dal nulla non nasce nulla, e ogni risultato richiede uno sforzo.

Le scorciatoie non pagano: i digiuni, come le studiate dell’ultimo minuto per gli studenti impreparati, possono dare risultati momentanei, ma sul medio e lungo termine non offrono prospettive, e anzi spesso portano a un pericoloso effetto boomerang: dopo i risultati iniziali una dieta non equilibrata porta a riprendere i chili persi e ad aumentarli ulteriormente.

Fa riflettere quanto le istanze del nostro fisico siano simili alle esigenze spirituali. In questi ultimi anni è un continuo fiorire di convegni, conferenze, incontri e raduni di vario genere che, nel presentarsi, ventilano – o  promettono esplicitamente – una “ricarica” spirituale.

Di solito si tratta di uno o più giorni in un residence che prevedono una full-immersion su un tema specifico relativo alla vita cristiana con uno o più predicatori di conclamata fama (stando naturalmente alle allettanti brochure) a condurre gli incontri.

I partecipanti, nella maggior parte dei casi, escono rigenerati da questi raduni, con una rinnovata sensibilità spirituale. Ma se i risultati sono spesso positivi nell’immediato, c’è da chiedersi quanto questa forma di pellegrinaggio giovi sul medio termine alla vita di chi vi partecipa.

Un’iniziativa di questo genere può essere l’occasione per impostare un nuovo regime spirituale, capace di recepire e far fruttare nel tempo questa ventata di spiritualità. Oppure può essere solo una pillola di fede che, dopo gli strabilianti risultati del primo momento, lascia il tempo che trova; in assenza di una “dieta” costante il ritorno a casa cancella giorno dopo giorno i benefici effetti della cura, e in breve tempo i risultati iniziali si perdono, con il rischio che la bulimia materialistica o le preoccupazioni effimere della quotidianità portino al famigerato effetto boomerang. O a una dipendenza che porta a correre da convegno a convegno per una nuova “dose”.

È facile prende un impegno, comprare un manuale, alzare la mano dopo un appello particolarmente appassionato. Quel che viene difficile è tener fede con costanza all’impegno preso. Eppure è proprio questa costanza a fare la differenza: vivere bene o male, in ultima analisi, dipende da noi.

Alex Schwazer, medaglia d’oro a Pechino 2006 in una disciplina particolarmente faticosa come la marcia, in una recente intervista a Panorama ha ammesso che ottiene risultati solo «se mi alleno in un certo modo». Anche per un campione olimpico ci sono giorni in cui manca la voglia di scendere in pista, ma «È proprio in quei giorni lì che fai la differenza. Quello che arriva decimo alle Olimpiadi è uno forte ma che però in quei giorni resta a dormire. È quando non vai avanti, quando non ce la fai più, che devi insistere».

Chissà quanti di noi, potenziali campioni, si stanno abbandonando a una dieta sregolata in attesa del prossimo convegno, anziché dare a Dio la possibilità di stupirli (e riempirli) ogni giorno a tu per tu.

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2 Risposte to “Il fattore costanza”

  1. RADIOLONDRA said

    Verissimo, tanto più che a volte convegni e raduni servono più a eccitare gli animi che a edificare lo spirito, e magari anche a dare la possibilità agli organizzatori di turno di accrescere la loro influenza e dilettarsi con proclami trionfalistici tipo : Eravamo in tremila, il Signore ha operato, ecc.; ma anche quando tutto è fatto DISINTERESSATAMENTE, un piccolo passo di fede e di ubbidienza, aiuta nel cammino cristiano più di mille convegni e raduni; se poi i piccoli passi sono fatti con costanza, allora veramente si è sulla buona strada. (Eb.10:36)

  2. Enzo said

    Chissà quanti di noi, potenziali campioni, si stanno abbandonando a una dieta sregolata in attesa del prossimo convegno, anziché dare a Dio la possibilità di stupirli (e riempirli) ogni giorno a tu per tu.

    Questa frase mi ha fatto riflettere davvero tanto: Dio ti benedica.

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