riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Ai primi sintomi

Posted by pj su 15 luglio 2009

«I medici ti sottopongono a una serie di esami perché sospettano che tu abbia il cancro alla prostata. La biopsia conferma la diagnosi maligna. E che cosa ti succede il giorno dopo aver ritirato il referto? Che nella buca delle lettere di ritrovi la pubblicità di un’agenzia funebre».

È successo a un cinquantenne torinese, «In un primo momento ha pensato si trattasse di un’informazione pubblicitaria destinata a tutti i condòmini. E invece no».

Capita periodicamente di leggere sui giornali la notizia di qualche denuncia a dipendenti ospedalieri compiacenti che passano i dati dei deceduti ad amici impegnati nei servizi funebri.

In questo caso (e in una ventina di casi simili) pare che qualcuno con più cinismo e più entrature degli altri abbia deciso di anticipare i tempi: in fondo, avrà pensato, a parlare con gli inconsolabili parenti si rischia di arrivare a giochi già fatti. Quindi perché non muoversi ai primi sintomi?

Produrre, macinare, incamerare: queste sono le parole d’ordine di una società che corre veloce senza conoscere né la direzione, né il traguardo.

Quel che conta è guadagnare, e poco importa se di fronte ci sia una persona con la sua vita, la sua sensibilità, il suo dolore. Gli affari sono affari, gli scrupoli appartengono al passato: quel passato che ancora contemplava il valore della vita, conosceva il rapporto umano, comprendeva il concetto di umanità.

Un passato dove “fai agli altri quello che vorresti facessero a te” era visto come uno stimolo al rispetto reciproco, e non si configurava come un augurio di disgrazie.

I tempi cambiano, ma raramente migliorano. Ieri si vendevano i defunti, oggi i malati. In assenza di una rapida inversione sul piano etico, anche i sani non hanno troppe ragioni per sentirsi al sicuro.

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2 Risposte to “Ai primi sintomi”

  1. Mr.Loto said

    Puoi dirlo forte, chissà quante macchinazioni oscure alle nostre spalle che nemmeno ci immaginiamo.

  2. RADIOLONDRA said

    Ma P.J. sei proprio malizioso! Ma come quelle brave persone si preoccupavano disinteressatamente dei bisogni post mortem del malato, e tu che fai? Invece di ringraziarli, li diffami. Vergognati !
    Mi vergogno, ma lo confesso, scrivo e rido, perchè in tante schifezze c’è pure un lato comico.
    Comunque un bravo fratello che conosco lavora da sempre nel settore … non aggiungo altro.
    Rispetto? Davanti al Dio denaro cessa ogni forma di rispetto.

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