riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

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Quel gran genio di Calvino

Posted by pj su 3 luglio 2009

Regalo di compleanno per Calvino: il Vaticano si unisce indirettamente ai festeggiamenti per i suoi cinquecento anni (l’illustre riformatore nacque nel 1509) riabilitandolo. Non solo: da eretico quale era fino a ieri, oggi è diventato una mente straordinaria.

Lo scrive, sull’Osservatore Romano, l’accademico di Francia Alain Besançon, secondo cui «L’organizzazione calvinista è una creazione geniale, capace di adattarsi» a ogni forma di stato e di governo, pregio che manca al contesto cattolico e al luteranesimo.

Proprio a Lutero Besançon dedica parole poco lusinghiere: se Calvino ha creato una struttura la cui “superiorità storica” e la cui “efficacia sono evidenti”, Lutero «era stato incapace di fondare una vera Chiesa». Aveva pensato fosse possibile affidarne “la guida ai prìncipi” per “far nascere una cristianità più pura e più perfetta di quella con la quale rompeva”, ma questa impostazione ha mostrato presto i suoi limiti.

Mica come Calvino, sembra esclamare Besançon, che «non condivide questa illusione e fonda un sistema ecclesiale compenetrato nella società civile ma indipendente, sottoposto al magistrato legittimo, però in grado di tenerlo a distanza e di influenzarlo».

E non solo: il ginevrino «fece profonda pulizia nei templi, tagliò nel folto delle tradizioni dogmatiche» ed «espulse il vasto magma delle devozioni popolari», aspetti che – viene da rilevare – fino a ieri non venivano visti Oltretevere con particolare favore.

Evidentemente il vento è cambiato, e di Calvino si possono evidenziare gli aspetti più brillanti: “aderisce pienamente ai simboli di Nicea e di Costantinopoli”, “professa di credere nella Chiesa una, santa, cattolica e apostolica”, “crede nella Trinità, nel peccato originale, nella salvezza attraverso Gesù Cristo”. Perfino onora Maria, oltre a credere nella presenza reale di Cristo nella Cena (pur non ammettendo, ovviamente, la transustanziazione).

E ancora “aderisce ai due principi della giustificazione per fede e della sovranità della Bibbia”, addirittura in anticipo sul Concilio di Trento.

Sì, come rileva Giacomo Galeazzi sulla Stampa, sicuramente si tratta di “una coraggiosa rilettura di Calvino“, che viene interpretata come un’apertura verso il mondo evangelico: o almeno quella parte del mondo protestante che non si sarà offesa per la descrizione di Lutero.

Quali potranno essere le conseguenze di questo nuovo corso non è facile dirlo. Una cosa è certa: a prescindere dallo scopo e dagli sviluppi, certamente non si è trattato di una mossa casuale.

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9 Risposte to “Quel gran genio di Calvino”

  1. cuorenuovo said

    Considerando la condizione disastrosa nella quale si trovano le chiese ispirate dal pensiero di Calvino credo che si stia rivoltando nella tomba! Se la chiesa romana arriva a parlare in termini lusinghieri di qualche esponente “protestante” evidentemente i loro seguaci non stanno facendo molto la differenza.
    Maranathà-Il Signore ritorna

  2. controcorrente said

    condivido il pensiero di “cuorenuovo”, il giudizio positivo della chiesa romana su Calvino e’ un segnale che qualcosa non và..
    inoltre ricordiamoci che la chiesa romana non fà e dice mai niente a caso; la storia insegna che la chiesa di roma ha più volte cercato di assorbire nel suo interno movimenti religiosi che non e’ riuscito a sconfiggere con le persecuzioni (vedasi il movimento di Francesco d’Assisi, prima perseguitato, poi accettato e infine assorbito).
    Quindi solo considerando la politica ecumenica del vaticano di riunire i “fratelli” cristiani sotto il suo ombrello riesco a dare una risposta al perchè e’ stato pubblicato quell’articolo lusinghiero verso Calvino….non vedo altri motivi…

  3. Emanuele Fiume said

    Le chiese ispirate dal pensiero di Calvino sono in forte cerscita nel mondo, soprattutto in Asia e in Africa. In Italia l’unica chiesa evangelica presente dal XVI secolo, quella valdese, si ispira al pensiero di Calvino. E resistere 500 anni nella terra del papa non è un dono dato a tutti. Quindi, caro Cuorenuovo, informarsi prima di scrivere, grazie! Dal punto di vista cattolico, può esserci un corteggiamento, al momento poco gradito. L'”evidentemente” di Cuorenuovo non è così evidente. Anzi, è maligno e capzioso. Ho conosciuto fondamentalisti cattolici, pentecostali cattolici, ma calvinisti cattolici (nel senso di “romani” e non di “universali”) ancora no.

    • cuorenuovo said

      Non presto il fianco a facili polemiche, ricordo solamente che si possono avere le forme della pietà cristiana ma averne rinnegato la potenza. Il pensiero dei grandi riformatori ha veramente sconvolto il mondo: quello delle realtà protestanti, e quelle italiane ne sono una dimostrazione, sono solo apparenza senza potenza dello Spirito Santo. Ovviamente parlo delle istituzioni e non dei singoli che possono invece avere un rapporto vero con Cristo. shalom a tutti, “fiume” compreso.

  4. RADIOLONDRA said

    Trattasi solo di politica religiosa, della quale il mondo ha bisogno quanto un uomo che sta per annegare, ha bisogno di un bicchiere d’acqua.
    Cambiano i tempi e le circostanze, e nel mondo religioso si muove sempre qualcosa, si ripulisce qualche facciata, si innalza o si getta nella polvere qualcuno, si cerca di ridefinire le alleanze.
    Tutto questo per il regno di Dio? Per la causa del Signore?
    Neanche per idea; tutto questo per conservare o per accrescere il potere delle varie sette.
    La Chiesa è nelle chiese, e non mancano riflessioni sincere da parte di singoli; ma non produrranno alcun vero e profondo cambiamento nelle chiese, perchè Babilonia non può essere sanata.
    Così scriveva qualcuno che sapeva quello che diceva: “Vi furono e vi sono in ogni tempo dei bene intenzionati che si illudono di giovare ai dimoranti in quella città. Ma non vi sono medicamenti per Babilonia. Tanti pensano di riformarla e rimangono presi dalle lusinghe. Non occorre dirlo: Babilona è figura di religione adulterata e corrotta. …”

  5. laura said

    …se uno dice qualcosa di cattivo e’ cattivo… se uno dice qualcosa di buono… sicuramente e’ cattivo… solo perche’ si chiama ‘beppe’… che e’ un nome che non mi e’ mai piaciuto! 🙂
    …basta mordere tanto per mordere 🙂
    va bene taccio 😀
    ciao laura

    • pj said

      In effetti hai ragione: pur senza esagerare con i distinguo dobbiamo valutare la situazione contingente. La logica del “il nemico del mio nemico è mio amico” non porta lontano.

  6. Come inquadrare l’articolo “Un quinto centenario da «non» celebrare: la nascita di Giovanni Calvino” di GIovanni Spataro?

  7. Sandro said

    Forse è una ripresa del dialogo ecumenico interrotto fra la Chiesa di Roma Cattolica e il mondo protestante, trascurato per favorire il dialogo ecumenico con gli Ortodossi.

    fra Sandro Savonarola

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