riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

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Comodamente a casa vostra

Posted by pj su 10 giugno 2009

Una chiesa in Inghilterra ha inventato «un nuovo metodo per offrire l’eucarestia ai propri fedeli: la spedizione per corrispondenza. Il servizio, lanciato con lo slogan “host in the post” e ideato soprattutto per i malati e per le persone molto anziane, permetterà ai seguaci di questa confessione religiosa di ricevere la comunione ogni domenica a casa senza dover andare a messa».

Nell’era in cui è possibile ricevere comodamente a casa nostra libri, dischi, la pizza appena sfornata, la spesa settimanale, era solo questione di tempo: prima o poi doveva saltar fuori una chiesa capace di inventarsi i servizi spirituali a domicilio, che fanno sembrare improvvisamente demodé perfino l’impegno indefesso dei Testimoni di Geova.

Certo, garantire la cura spirituale anche a domicilio non sarebbe un grande scandalo: da quando esiste, la chiesa cristiana ha tra i suoi compiti prioritari la visita a chi si trova in difficoltà.

Però l’iniziativa inglese fa un passo oltre. E la direzione lascia perplessi, a prescindere da come si veda la comunione domenicale. Notoriamente il contesto cattolico le attribuisce un carattere sacrale mentre le chiese evangeliche la interpretano come una semplice commemorazione, ma è difficile non rilevare che in ogni caso il significato stesso di “comunione” prevede l’incontro, la condivisione, un rapporto con chi ci sta vicino e fa parte di quel corpo spirituale ricordato attraverso il pane della Santa Cena.

È altrettanto vero che la solennità del momento cambia da chiesa a chiesa, e cambiano anche gli elementi utilizzati: per una chiesa cattolica che usa le apposite ostie ci sono chiese che, a seconda della latitudine e dell’abitudine, utilizzano i tipi di pane più disparati. Se a qualcuno sembra irrispettosa già questa varietà di forme, suonerà perfino offensivo pensare che qualcuno pensa di ridurre la “comunione” a un anonimo pacchetto ricevuto a casa, il cui contenuto può venire assunto quando e come capita: la Santa Cena per asporto, come una pizza qualunque.

Se poi, come viene ricordato, «il vero scopo dell’iniziativa è avvicinare tutte quelle persone che non frequentano i luoghi religiosi, ma nell’animo si sentono cristiani», è il trionfo del sincretismo: basta sentirsi cristiani anziché esserlo, basta volerlo anziché dimostrarlo. E la Santa Cena si trasforma in un banale menù turistico.

Certo, l’idea che si tratti solo di una goliardata si fa più di un semplice dubbio di fronte all’invito presente sul sito della chiesa in questione: «Iscrivetevi a questo sito e da oggi in poi tutte le domeniche potrete restare a letto come il resto della popolazione». Una proposta che, di primo acchito, suonerebbe indecente anche al cristiano meno praticante.

Ammesso però che non sia uno scherzo, dopo aver superato l’indignazione iniziale, la chiesa in questione ha buone possibilità di successo.

In fondo viviamo in una società che prova allergia per qualsiasi tipo di impegno serio e che predilige la superficialità. In questo contesto una chiesa che offre la colazione a letto e alleggerisce la coscienza senza nemmeno imporre al fedele la fatica di alzarsi, può solo spopolare.

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4 Risposte to “Comodamente a casa vostra”

  1. giovanni said

    Ho letto due volte il testo per essere sicuro d’aver capito bene. Come cattolico sono sorpreso ed indignato per una simile iniziativa. Sin dagli inizi la Chiesa, tramite i diaconi ha provveduto alla distribuzione dell’Eucarestia agli anziani ed ai malati. Ad essi dopo il Concilio Vaticano II si sono aggiunti anche i Ministri Straordinari della Comunione, laici debitamente formati proprio per questa finalità.
    Non credo che l’iniziativa durerà ancora per molto, almeno lo spero !!

    • pj said

      La rassicuro: pare si tratti di una chiesa indipendente. Non cattolica, quindi, e – fortunatamente – nemmeno evangelica.

  2. RADIOLONDRA said

    L’unico commento che merita la notizia (che hai fatto bene a fornire quale spunto di riflessione) è quello, che per coloro che non hanno il senso del sacro, tutto è normale.

    Credo meriti una doverosa precisazione la tua affermazione: “Notoriamente il contesto cattolico le attribuisce un carattere sacrale mentre le chiese evangeliche la interpretano come una semplice commemorazione.”

    Ho conosciuto in oltre venti anni di cammino, cristiani evangelici di diverse denominazioni, e ti posso assicurare che nessuno di loro, ha mai asserito o dimostrato di attribuire alla santa cena il valore simbolico di una semplice commenmorazione; al contrario nel mondo evangelico la santa cena viene vissuta come un atto sacro di grandissimo valore e importanza, tanto che, la celebrazione, per molti, non avviene tutte le settimane, per il timore che la stessa venga percepita come un rito di routine; e tanto che, molti si astengono dal parteciparvi, se non si sentono “a posto con Dio”.

    Questa leggenda trae origine dal fatto che i cristiani evangelici non condivdono appieno la dottrina cattolica della transunstazione; e pertanto gli stessi vengono comunemente associati a quanti intendono la santa cena come un rito simbolico, tanto da praticarlo, come in una farsa mimica, astenendosi dal mangiare il pane e bere il vino consacrati.

    Non difendo chiese e partiti, ma trovo doveroso questo chiarimento, perchè credo, che almeno in questo, la stragrande maggioranza degli evangelici, abbia una idea chiara e conforme alla sana dottrina cristiana.

    • pj said

      Il discorso sarebbe lungo. In ogni caso, è giusto riconoscere il valore della commemorazione, per evitare di cadere nella leggerezza di un gesto monotono e – a lungo andare – dissacrante; tuttavia è opportuno evitare anche l’altro eccesso, dando al ricordo una valenza formale che non dovrebbe avere.

      Mi chiedo se riusciremo mai a trovare l’equilibrio di un ricordo serio, compassato, sentito ma senza il peso di formule, riti, formalismi.

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