riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Chiese da salvare

Posted by pj su 1 aprile 2009

Si può vendere una chiesa? Stando a quanto si legge oggi sui giornali, pare proprio di sì.

Naturalmente stiamo parlando di chiese non nel senso biblico del termine, ma nell’accezione più comune: edifici di culto, luoghi di incontro, mura dedicate a incontri sacri.

Precisato questo, sembra che acquistare una chiesa non sia nemmeno troppo difficile o oneroso: il sito del Sole 24 ore scrive che «a Firenze “bastano” 780 mila euro per comprare una chiesetta di 170 metri quadri in zona Careggi», ma si può trovare anche di meglio se si scende nel salernitano, dove a Olevano sul Tusciano una chiesetta del 1300, con tanto di terreno circostante, costa solo 90 mila euro.

A quanto pare ne faranno un appartamento o una villetta, ed è un peccato. Perché i luoghi di culto dei secoli passati al di là del loro passato utilizzo, di solito hanno caratteristiche acustiche che li rendono migliori di tante sale di culto moderne, ricavate in capannoni, sotto tende o in ex supermercati (ma nemmeno le chiese costruite ex novo negli ultimi decenni sono messe meglio).

E allora sarebbe stato un bel colpo salvare una ex chiesa (cattolica) dall’umiliazione di diventare una banale abitazione con cucina e tinello, box e servizi, con tutti i disagi che si possono trovare in un edificio destinato ad altro uso. Sarebbe stato un bel colpo se una chiesa evangelica, di quelle che crescono (grazie a Dio) e vivono una costante carenza di spazi, avessero preso in considerazione l’idea di acquistare un locale simile.

Una mossa controcorrente, certo. Una soluzione che per qualcuno troppo legato alla tradizione e agli status quo, probabilmente, risulterebbe forse scandalosa. Fermandosi a riflettere, però, si può comprendere che l’idea non è poi così assurda. La chiesa, si sa, non è stata fondata per vivere una situazione di autoreferenzialità, guardandosi dentro e vivendo una vita distante da quella del mondo esterno: la missione della chiesa cristiana è comunicare Cristo, facendosi comprendere da chi vive nel contesto circostante.

Per chi proviene da un retaggio cattolico, uno dei concetti più difficili da capire e più ardui da accettare è l’autorevolezza di una chiesa che non ha una sede degna di questo nome.
Naturalmente sul piano spirituale si tratta di un’obiezione puerile e infondata, eppure l’idea è ben radicata nell’immaginario collettivo.

Il fatto di potersi riunire in un luogo adeguato sul piano formale può aiutare, da questo punto di vista, a farsi accettare, a far abbassare la guardia, a superare la barriera della diffidenza verso una realtà come quella evangelica, cui i media non esitano ad appioppare il poco lusinghiero appellativo di setta.

Naturalmente non basta un locale a fare la chiesa: però, ammettiamolo, potrebbe aiutare ad allargarla. Se è così, ben venga. Come qualunque elemento ci possa aiutare a comunicare con maggiore efficacia il messaggio di speranza del vangelo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: