riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

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    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

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Il più simpatico del vangelo

Posted by pj su 30 marzo 2009

Famiglia Cristiana ha lanciato un sondaggio tra i suoi lettori, chiedendo quale sia il personaggio più simpatico del vangelo. Tra le opzioni proposte ci sono una trentina di figure che spaziano dai discepoli agli incontri di Gesù, fino ai protagonisti delle parabole.

L’iniziativa è interessante, e potremmo definirla evangelistica: se lo scopo del cristiano è diffondere la conoscenza del messaggio di Cristo, sollecitare la conoscenza del vangelo è un aspetto propedeutico; chiedere all’intervistato di esprimere una preferenza motivata, inoltre, pone l’iniziativa in un contesto non meramente culturale, ma volto alla riflessione, stimolando la coscienza e l’autocritica.

La classifica provvisoria vede in testa il ladrone pentito, il figliol prodigo e il pubblicano Zaccheo; seguono Lazzaro, Maria Maddalena, il pastori di Betlemme e Tommaso.

Secondo Famiglia Cristiana, i voti pervenuti finora indicano una identificazione dei lettori con peccatori pentiti (d’altronde il messaggio del vangelo è proprio quello…), pur lasciandosi una porta aperta: si avverte la necessità di cambiare, ma si preferisce aspettare a farlo.

Dalle nomination sono state escluse, peraltro opportunamente, due figure: Gesù e Maria. Sul momento si potrebbe pensare che la motivazione di questa esclusione sia il rispetto, e di conseguenza l’eccessiva facilità con cui i due dominerebbero la classifica.

In realtà, forse, la scelta è stata dettata da ragioni opposte: d’altronde in un recente sondaggio effettuato in ambito cattolico, Gesù risultava paradossalmente in coda alla classifica dei santi preferiti.

Al di là della questione teologica – l’intercessione dei santi, come si sa, è un retaggio cattolico, avversato sul piano dottrinale dalle chiese evangeliche -, le risposte degli intervistati costringono a interrogarsi su quanto poco gli italiani siano al corrente del cuore stesso del messaggio cristiano. Commemorano la morte di Cristo, ricordano la sua resurrezione, ma non conoscono – né, di conseguenza, riconoscono – la funzione fondamentale del suo sacrificio.

Per questo viene da chiedersi se, escludendo Gesù dal sondaggio alla ricerca del personaggio più simpatico del vangelo, si sia cercato di evitare una vittoria scontata, o piuttosto gli si sia voluta risparmiare l’umiliazione di un piazzamento a metà classifica, dietro a personaggi che – al posto dei nostri contemporanei – avrebbero dato risposte ben diverse.

Per quanto riguarda noi, una volta passata l’indignazione abbiamo due possibilità. Possiamo decidere di ignorare il sondaggio, i nostri vicini, la nostra chiamata, per vivere serenamente nel nostro piccolo mondo fatto di culti, studi, comunione fraterna, begli inni e preghiere intense.

Oppure possiamo sentire il peso per questa situazione, e decidere di fare qualcosa: in questo caso potremmo chiederci se non sia opportuno approfittare di questo periodo pasquale – in cui tutti sono più sensibili al messaggio evangelico – per chiarire le idee a quella ampia parte della società che conosce Gesù di nome, ma lo ignora come persona.

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5 Risposte to “Il più simpatico del vangelo”

  1. Anonimo said

    In realtà le possibilità sono tre, e la terza non esclude la seconda. Quello che si può e si deve fare è affidare in preghiera al Creatore la nostra vita e destino spirituale, e con lo stesso interesse affidargli quella degli altri. Quello che può veramente aiutare coloro che trascinano la loro vita come una barca senza timone (o col timone, ma puntato nella direzione sbagliata) non è tanto qualcuno che gli parli di Gesù, ma vedere qualche “pezzetto” di Lui che si manifesta in una persona simile al bisognoso. Vedere magari un po della Sua dolce umanità in un sorriso, in uno sguardo, in una parola, in un gesto d’amore. A qualcuno può forse servire anche avere “chiarite le idee”, ma spesso nel volere chiarire e spiegare si corre il rischio di essere annoverati nel numero di quelli di cui la gente (giustamente) appare nauseata; quelli che pensano di avere il monopolio della verità e che con fare untuoso si accostano ad altri per fare del proselitismo, per tirare acqua al proprio mulino, magari anche dicendo peste e corna del mulino degli altri. Invece nel manifestare la vita del mansueto e umile di cuore, nell’additare SOLO LUI ai bisognosi non si rischia proprio nulla; o meglio qualcosa si rischia, si rischia di non avere nessun successo nel campo religioso, si attirano gli strali dei manichei che si sentono traditi e minacciati da quanti osano parlare di Gesù senza volere essere arruolati nelle loro file. Ma tutto ciò per coloro che amano Gesù è mal di poco. Quanto già detto non vuole sminuire in alcun modo la necessità di divulgare l’Evangelo della grazia, e anche quella di dovere, se necessario, confutare qualche idea strana sulla persona di Cristo, ma sui metodi fin qui usati dalla stragrande maggioranza dei “praticanti” nutro parecchie riserve. Apprezzo l’incoraggiamento alla testimonianza di PJ che appare mosso da sincero amore, e lo metto nero su bianco affinchè sia chiaro che ogni mio commento (sindacabile e discutibile) ha sempre e soltanto lo scopo di edificare.

  2. Vincenzo said

    Ciao, per completezza d’informazione vi lascio il link alla pagina ufficiale di Famiglia Cristiana su Facebook http://www.facebook.com/pages/Famiglia-Cristiana/71682892936 e al sondaggio http://apps.facebook.com/famiglia-cristiana/

    • pj said

      Grazie a nome dei visitatori… e un appello: fateci sapere per chi votate, così possiamo fare un piccolo sondaggio nel sondaggio.

  3. RADIOLONDA said

    So che non hai mai trascurato l’importanza delle azioni, e la tua posizione equilibrata traspare anche dall’ultimo articolo “sacerdoti o samritani”, che ho molto apprezzato, ma io volevo andare oltre l’annosa questione fede-opere, parole-azioni, e suggerire di ripensare interamente concetti quali testimonianza e servizio. Si possono imparare a memoria delle formule chimiche e non avere nessuna idea di come e perchè interagiscano tra loro gli elementi. Credo che questo pallido esempio possa raffigurare la differenza che c’è tra il modo comune di vivere la fede e il modo vero. Nessun credo, nessuna fede che non ci renda più simili a Lui è degna di essere praticata e vissuta.

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