riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Armati di amore

Posted by pj su 10 marzo 2009

La parlamentare Beverly Pyle ha promosso in Arkansas una legge che permetterà di entrare in chiesa con la pistola.

«L’Arkansas diverrebbe il 21esimo stato in USA ad autorizzare l’ingresso in chiesa armati – spiega il Magazine del Corriere -. Un parroco potrebbe ancora vietarlo, dice la deputata, ma rischierebbe di perdere i fedeli».

La questione non è nuova nemmeno alle nostre latitudini: quando un cristiano deve lasciar fare, e quando deve difendersi?

Il fatalismo denota un’assenza di forza d’animo, l’attivismo spinto dimostra una carenza di fede.
Come uscirne? Di sicuro non contrapponendo tra loro gli estremismi, per poi magari lanciare strali contro chi non la pensa come noi.

La vita è complessa. La vita cristiana è perfino qualcosa di più: è delicata. La fede in Cristo è fatta, tra l’altro, di esperienza, di pazienza, di lungimiranza. E di amore. Questo complica le cose agli integralismi delle varie scuole, perché l’amore vero si dimostra nel momento del bisogno, e il bisogno assume forme diverse in momenti diversi.

Per dirla con l’Ecclesiaste, c’è un momento opportuno per ogni cosa. Ed è vero che quel tempo – per ridere, per piangere, per fare, per riposare – lo sceglie Dio, e non noi: ma per noi è comunque necessario saperlo riconoscere.

Quando avremo raggiunto questa consapevolezza e acquisito questa forza d’animo, il resto diventerà solo un banale dettaglio. Pistole incluse.

Una Risposta to “Armati di amore”

  1. RADIOLONDRA said

    La vita di tutti è fatta di scelte, quella dei cristiani ne impone ulteriori e più delicate. Non esiste il manuale del perfetto cristiano, seguendo il quale si ha la certezza di fare sempre le scelte giuste; nemmeno la bibbia (con buona pace dei letteralisti adoratori del libro; per me sacro e prezioso, e dal quale non si può prescindere) dice tutto. C’è sempre il pericolo di cadere in opposti estremismi, da un lato un cieco fatalismo, una fede fondata su letteralismo e convinzioni personali, e dall’altro una sorta di religione “pratica” semza ombra di fede vera e spiritualità. Il rimedio è già stato bene accennato, lungimiranza, amore, ecc. e, voglio solo aggiungere, la consapevolezza che Dio non la pensa sempre come noi. A volte non la pensa come noi nemmeno quando tutto sembra darci ragione, come scoprì a proprie spese la povera Miriam, (num.cap.12).

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