riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Sfide a distanza

Posted by pj su 28 febbraio 2009

Pescara chiama

pescara

«La cattiva notizia è che Dio non esiste.
Quella buona, è che non ne hai bisogno»
(campagna dell’UAAR – Unione degli atei e degli agnostici razionalisti)

Bologna risponde

bologna

«L’uomo irrazionale dice:
Dio non c’è»
(campagna dell’UDCC – Unione per la diffusione della cultura cristiana)

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26 Risposte to “Sfide a distanza”

  1. RADIOLONDRA said

    Dio non crede agli atei !

  2. RADIOLONDRA said

    P.S. la battuta non è mia.

    Comunque volevo aggiungere : Notavo che entrambe le associazioni hanno scelto come sigla la parola UNIONE; significherà qualcosa ?
    Domanda : Il Signore ha bisogno di essere difeso con banchetti, volantinaggi e simili ?

  3. Io parlo da ateo quindi premetto la mia ignoranza quando si tratta di teologia ma, perdonatemi se pecco di semplicismo, a me è sempre sembrato che la differenza tra atei e credenti è che quando non si riesce a dare una risposta razionale a qualcosa, i primi si sforzino di affrontare la cosa mentre i secondi si appellino alla fede e ai dogmi che la sostengono.

    Vi ringrazio se poteste chiarirmi la vostra posizione in merito.

  4. sono Roberto Grendene, membro del comitato di coordinamento dell’UAAR.

    fare propaganda per l’esistenza di Dio in Italia e’ superfluo: i bimbi, dai 3 anni di età, vengono indottrinati nella scuola pubblica (e ancora di più in quelle paritarie) a spese di tutti i cittadini, atei, agnostici e di religioni miniritarie. Comunque fate pure, sono per la liberta’ di pensiero.

    Sono anche presidente di un centro socio culturale a Casalecchio di Reno (BO).
    Come presidente di questo centro mi sono battuto affinche’ fosse possibile ad una comunita’ evangelica di tenere le loro riunioni religiose la domenica mattina nella nostra sede (la Chiesa Evengelica Nuova Speranza).
    Le resistenze indovinate un po’ da chi venivano? da alcuni che dicevano “questi vengono a rubarci la nostra religione”.
    Ho chiesto al pastore della Chiesta Nuova Speranza perche’ non avessero chiesto ospitalita’ ad una parrocchia, visto che i Comuni pagano l’edilizia di culto, perche’ non condividere i luoghi di culto?
    La risposta e’ stata… che non andare d’accordo.

    Insomma, il laicismo e i laicisti permetteno la liberta’ di culto!

    Ciao

  5. thomas said

    Veramente la razionalità porta all’atesimo in maniera logicamente stringente.
    Non si continua a dire da parte vostra che siete CREDENTI?
    Credere, senza evidenze e a dispetto di qualsiasi prova contraira, è l’atto più irrazionale che si possa concepire.
    Vi suggerirei di rivedere il vostro slogan, non è sul terreno della razionalità, che si può parlare di fede.

    • pj said

      Ringrazio l’UAAR per la citazione, e gli amici atei e agnostici per i numerosi commenti, nei quali peraltro mi ha fatto piacere riscontrare l’assenza di volgarità (continuate così!).
      Metto volentieri a disposizione questo spazio per il dialogo e il confronto sul tema e invito l’UDCC di Bologna a replicare.

      Mi permetto una nota sul piano comunicativo: non ritengo il manifesto dell’UDCC un autogol, anzi. Dopo che i media hanno parlato ampiamente dei manifesti atei, probabilmente più di qualcuno a Bologna si avvicinerà con curiosità a un cartellone che grida “Dio non c’è”, aspettandosi di trovare una posizione ben diversa da quella di un gruppo cristiano; l’effetto sorpresa, in questo modo, risulta assicurato. Se poi si tratti un effetto voluto o meno, lo potete chiedere all’UDCC 🙂

  6. Alberto said

    ovvio che Dio ha bisogno di essere difeso, direi meglio costruito, creato da volantini, banchetti, cerimonie, vestiti, rituali, riti di passaggio, sistemi (gerarchici) che amministrano i beni della salvezza etc.

  7. piergiorgio said

    l’uomo irrazionale dice: dio c’è!

  8. Roby said

    La mistificazione è figlia spesso della semplificazione.
    Di quale Dio stiamo parlando? Quello che si immaginano molte persone ed anche molti “cristiani”? Quello certamente non esiste…
    Ma perchè prendersela con la UAAR? La sua è una battaglia per la libertà di coscienza dalla quale scaturisce ed è figlia la libertà religiosa. Noi evangelici italiani che talvolta siamo discriminati e spesso non godiamo di quest’ultima (come dimostra l’utilizzo spregevole della parola “setta”)dovremmo ben saperlo. Lasciamo a qualcun’altro la funzione dell’intolleranza e impegnamoci invece per la libertà di coscienza e di religione, un bene che, come confermano questi fatti, non si conquista una volta per sempre!
    Roby

  9. Marco said

    Assolutamente no, Dio non ha bisogno di essere difeso! Ma noi (sono io l’autore del manifesto) non abbiamo fatto ciò per difendere Dio, semplicemente abbiamo approfittato della pubblicità mediatica del momento per far conoscere un passo della Bibbia (Salmo 14). Quello è infatti solo un manifesto, fa parte di un gruppo con altri semplici passi biblici.

  10. Edo said

    mi ha fatto piacere riscontrare l’assenza di volgarità (continuate così!)

    statisticamente parlando sono i fedeli di una religione coloro che maggiormente aggrediscono, verbalmente e fisicamente, chi è diverso o pensa diversamente da loro.

    Personalmente non riesco a trovare grandi differenze tra la vostra fede e quella di un bambino per babbo natale ma fino a quando mi lasciate le mie libertà io ritengo che voi possiate credere in quello che più vi aggrada.

  11. Marco said

    per Roberto Grendene: conosco bene la chiesa “Nuova Speranza”, sono contento e grato che abbiate deciso di concedergli lo spazio.

    Sul tema della laicità alle volte c’è più affinità con chi la pensa in modo diametralmente opposto al tuo piuttosto che con chi sei quasi in “concorrenza” (brutto termine ma passatemelo questa volta).

    marco

  12. Trilly said

    @ pj dice:
    Ringrazio l’UAAR per la citazione, e gli amici atei e agnostici per i numerosi commenti, nei quali peraltro mi ha fatto piacere riscontrare l’assenza di volgarità (continuate così!).
    Metto volentieri a disposizione questo spazio per il dialogo e il confronto sul tema e invito l’UDCC di Bologna a replicare.

    Trilly risponde:

    a) Ringrazia gli amici atei e agnostici, perchè se aspettavate i “vostri” credenti facevate un monologo!
    b) La volgarità non è nel ns. dna: chi è abituato al ragionamento e alla deduzione logica difficilmente è volgare. Una parolaccia può essere volgare e ferire moralmente, ma non uccide nessuno. Dire di non usare il preservativo a popolazioni africane affette da AIDS e fame è volgare! oltre che criminale, ovviamente!! (questo è solo un piccolo esempio!)

    • pj said

      Gentile Trilly, ci sono temi che toccano di più e altri che interessano di meno: apprezzo chi dialoga sulla questione, ma non mi sento di giudicare chi non lo fa.

      Per quanto riguarda la volgarità, forse il turpiloquio non uccide, ma io apprezzo chi lo evita. Grazie per la disponibilità.

  13. Marco said

    è vero, sono i fedeli di una religione coloro che maggiormente aggrediscono. Infatti gli evangelici non sono propriamente fedeli di una religione ma discepoli di Gesù Cristo risorto, il che fa una certa differenza – magari non per gli atei, ma per noi cristiani è fondamentale. Se Dio, tramite Gesù, ha dato la sua vita per me (e la sua crocifissione, così come la risurrezione sono atti storicamente inconfutabili[1]) allora io non sto seguendo un insieme di regole e tradizioni che (forse) mi porteranno a una ipotetica salvezza (se sono stato “bravo”), ma sto seguendo il Dio vivente e con tutti i miei difetti cerco di fare quello che mi chiede, nella CERTEZZA di essere stato adottato come figlio. Per questo motivo non ho bisogno (al contrario dei musulmani o di certi “cristiani”) di forzare agli altri questa certezza, provvederà Dio stesso (in qualità di “padre”) al momento giusto…

    ([1] si può leggere http://tinyurl.com/nco6u)

  14. Marcoz said

    “si avvicinerà con curiosità” “l’effetto sorpresa, in questo modo, risulta assicurato”

    Gli stratagemmi per attirare l’attenzione, e spingere l’osservatore a una lettura di “secondo livello”, hanno senso su altri mezzi, come gli annunci pubblicitari sulle riviste, per esempio.
    Un manifesto, invece, dovrebbe essere totalmente esplicito – pur utilizzando stimoli visivi per incuriosire – raggiungendo l’utente lì “dove si trova” (tanto per dire: se è su di un tram, che fa, si butta a capofitto per leggere le postille?). Si tratta di arrivare a un maggior numero di contatti possibile col messaggio integrale.
    Ciò che questo manifesto fa, in definitiva, a livello di percezione diffusa, è quello che si proponeva l’UAAR: rendere palese… l’ovvio, e cioè che dichiarare pubblicamente l’opinione dell’inesistenza di Dio è lecito.
    Ma, magari, era proprio questo lo scopo del manifesto.

    Saluti

  15. Marco said

    nessuno stratagemma infatti, il messaggio è completo. È lì, su un manifesto statico e non su un automezzo. Chi passa lo legge tutto, ovvio che da 100 metri magari si legge solo la seconda parte; stiamo parlando però di pura teoria, e sempre che non ci sia alcun ostacolo visivo (persone) nel mezzo…

    Per il resto, se l’UAAR ha raggiunto il suo scopo con questo manifesto io non ho alcun problema. 🙂

  16. thomas said

    per Marco:
    “Se Dio, tramite Gesù, ha dato la sua vita per me (e la sua crocifissione, così come la risurrezione sono atti storicamente inconfutabili[1])”
    Mi spiace ma temo proprio che ne la crocifissione, ne l’esistenza di Gesù ne tantomeno la resurrezione siano atti storicamente inconfutabili. La letteratura in merito è più che abbondante.
    Potete credere in quello che volete,pienamente liberi; ma non potete pensare che qualcuno prenda sul serio la resurrezione di un morto (tantopiù se giustiziato secondo il rigido protocollo romano), la passeggiata sul lago di Tiberiade (forse i battellieri, allora come oggi, erano un tantino esosi!) o un qualsivoglia altro miracolo!

  17. RADIOLONDRA said

    Chiaramente la domanda non attendeva risposta. Per me la risposta è chiara, ed è no; Dio non ha bisogno di essere difeso.
    Anche perchè se avesse bisogno di essere difeso, prima di difenderlo dagli atei(singolari personaggi che affermano di non avere Dio ne religione, mentre quanto a zelo cieco e pregiudizi somigliano moltissimo agli adepti delle varie sette), bisognerebe difenderlo dai cristiani di TUTTE le denominazioni, occupati a fare proseliti a tutti i costi, più simili a rappresentanti del famoso e costosissimo aspirapolvere che a testimoni di una sempmlice e genuina fede, i quali continuano a dare a questo povero mondo una immagine storpiata di un Dio somigliante ora a Torquemada, ora al Genio della lampada.

    Chiedo scusa ad atei e cristiani che non si riconoscono in questo impietoso quadretto; capisco bene che non si può fare di tutta l’erba un fascio, ma credo che il ritratto delle maggioranze sia tale.

  18. Marcoz said

    Sig. Marco, lo dico subito: sarò estremamente pedante.

    “Stratagemma” non ha accezione negativa (inganno) in comunicazione, e mi permetto di far notare che bastano poco più di una decina di metri – e non dieci volte tanto – per ridurre pressoché a zero la lettura del testo in alto. Forse sottovaluto l’efficacia del manifesto, ma non mi sembra tale da stimolare una particolare curiosità e spingere l’osservatore ad attraversare una strada apposta o a parcheggiare e scendere dall’auto, per avvicinarsi; a non “accettare” il messaggio “incompleto” quando a fianco al manifesto ce ne sono altri esaustivi alla stessa distanza, ecc… (soprattutto in questo periodo, in cui “gruppi” atei stanno manifestando la loro presenza con tali mezzi!).
    Il fatto che il poster sia statico è irrilevante: esso è un mezzo che ha come target le medie e lunghe distanze. Se la visione del media è stata strategicamente prevista “da vicino” bastava una piccola locandina.

    Ma cambio campo d’azione e faccio un esempio esplicativo (poi, davvero, la smetto…).
    Io sottopongo a un cliente (con i pesi grafici del vostro manifesto) un layout per un supermercato:
    Solo un pazzo può affermare che
    DA NOI TUTTO COSTA IL DOPPIO
    [LOGO + INDIRIZZO]
    Qualcosa mi dice che dovrei presto cercarmene un altro, di cliente.
    E un motivo ci sarà.

    “Per il resto, se l’UAAR ha raggiunto il suo scopo con questo manifesto io non ho alcun problema.”
    Ci mancherebbe, per così poco!

    Saluti

  19. tonya said

    Ho letto da qualche parte che anche Antonio Gramsci (prima che spirasse)volle incontrare un sacerdote e morire da cristiano.

  20. Ciao a tutti

    vorrei commentare con un post pubblicato sul mio blog

    ecco il link http://ateibla.wordpress.com/

    si accettano commenti 🙂

  21. Marco said

    D’accordissimo con Radiolondra

  22. Krokko said

    Io invece non sono per niente d’accordo con Radiolondra. Intanto, sì, sarebbe vero che Dio non avrebbe bisogno di difensori, però intanto ci sono… E, chissà com’è, secondo Radiolondra tutti (o quasi) quelli che parlano e purtroppo agiscono in suo nome non avrebbero capito praticamente nulla. Beh, allora devo proprio dire che, per essere un Dio, con le sue verità rivelate non dev’essere stato molto chiaro…
    Ma soprattutto, liberissimo di definire “setta” qualsiasi gruppo di chi non crede come lui, però la lingua italiana fa delle distinzioni. Già parlare di “zelo cieco” quando si vuole solo difendere il proprio (e altrui) diritto alle opinioni, fa capire da che parte stia il paraocchi. Poi c’è una bella differenza fra un gruppo in cui qualcuno afferma un credo e altri lo seguono o vi vengono evangelicamente affiliati (infatti: adepto = seguace, iniziato), e quello in cui invece tanti arrivano razionalmente e indipendentemente a determinate conclusioni, per poi scoprire che non sono i soli a pensarla così e che c’è la possibilità di ritrovarsi con altri che la pensano allo stesso modo (e molti, comunque, restano per i fatti loro). C’è differenza, dicevo, ed è una differenza sostanziale. Sempre che la si voglia vedere e si sia in grado di apprezzarla.

  23. RADIOLONDRA said

    A Krokko qualcosa deve essere sfuggita, altrimenti non si spiegherebbe tanta avversione a semplici ed inconfutabili affermazioni. Comunque la si pensi in fatto di religione, non capisco come si possa negare che la maggioranza dei cosiddetti praticanti, ha fallito e continua a fallire miseramente offrendo al mondo un triste spettacolo di divisioni, contese e fanatismo. Cito solo due esempi a conferma, i religiosi “cristiani” di diversa estrazione, che si sono dati delle sante bastonate nel santo sepolcro, e il Papa che recentemente, non avendo niente di mglio da fare, ha pensato bene di dichiarare che l’unica vera chiesa è la sua. Solo due gocce del mare di cattive testimonianze che tutti i giorni i sedicenti cristiani danno al mondo. Ho profondo rispetto per tutti gli uomini che in ogni angolo della terra, con la luce e la conocenza che hanno, si riuniscono in chiese e congregazioni varie con lo scopo di onorare Dio, ma ribadisco che la condizione delle maggioranze è quella precedentemente descritta.

  24. RADIOLONDRA said

    P.S. Dimenticavo, quanto all’integralismo degli attivisti atei, preferisco non commentare oltre.

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