riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Sul filo del disagio

Posted by pj su 25 febbraio 2009

«Si chiama Cerrie Burnell, ha 29 anni e, con in tasca il diploma di una celebre scuola per aspiranti attori, ha tutte le credenziali in ordine per sfondare nel mondo televisione».

È stata assunta dalla BBC per condurre un seguitissimo programma per bambini sotto i sei anni. Perché si parla di lei? Perché «Cerrie è nata con un braccio solo. Un handicap che a lei non fa alcun effetto, tanto che ha scelto sin da piccola di non utilizzare una protesi… ma che ha provocato l’indignazione di diversi genitori».

Varie le lettere di protesta giunte alla BBC, dove si parla di bambini turbati: genitori preoccupati perché «Mia figlia ha solo due anni… è preoccupatissima, mi chiede di continuo se le fa male»… «Mio figlio adesso ha gli incubi».

Cerrie ci è rimasta male, e replica che «l’handicap non può essere un tabù e che non è mai troppo presto per insegnare ai figli ad accettare chi è diverso».

Se da un lato è necessario tutelare la spiccata sensibilità della prima infanzia, dall’altro non si può non riconoscere l’opportunità di presentare ai bambini il tema della differenza, e questo per il bene stesso di bambini (non è mistero quanto sappiano essere decisamente crudeli con chi è diverso).

Cerrie, insomma, non ha tutti i torti: insegnare ad accettare la vita, con tutti i suoi limiti, è qualcosa che prima si impara e meglio è. Non viviamo in un mondo omologato, e la diversità – culturale, umana, religiosa e anche fisica – fa ormai parte della nostra quotidianità: oggi più di ieri la tolleranza e la delicatezza nei confronti degli altri sono indispensabili a una convivenza civile e serena.

C’è un solo elemento, in questa vicenda, che stona: il fatto che tutte le foto di Cerrie Burnell disponibili in rete enfatizzino la sua diversità.

E allora viene il dubbio che l’handicap non sia solo una situazione da accettare, ma venga usato come un’arma per ottenere un vantaggio, o almeno una rivalsa, giocando sull’imbarazzo di chi non può dire di no per non venir accusato di nutrire pregiudizi verso i diversamente abili.

Una differenza esibita in maniera quasi ostentata potrebbe far pensare che, in fondo, quella differenza non sia stata accettata come si vorrebbe far credere e invece, al di là delle dichiarazioni, venga vissuta dalla persona come un disagio.

Forse si tratta solo di un equivoco. O forse no.

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