riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

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Indignazione a senso unico

Posted by pj su 13 febbraio 2009

Sosta breve per Geert Wilders in Gran Bretagna: «A Londra non è stato che poche ore. Appena sbarcato all’aeroporto di Heatrow, Geert Wilders, il deputato di estrema destra olandese sotto processo nel suo Paese per dichiarazioni giudicate offensive nei confronti dell’Islam, è stato riaccompagnato alle partenze da due funzionari del servizio immigrazione e fatto salire sul primo volo per Amsterdam».

Era stato invitato da un parlamentare inglese per assistere alla proezione del suo film-documentario, Fitna, che da quando è uscito (poco meno di un anno fa) non ha smesso di creargli problemi: d’altronde, come spiega Repubblica, «Con lo short movie “Fitna” (in arabo “scontro”), della durata di 17 minuti, prodotto in proprio dal deputato olandese e diffuso su internet, Wilders aveva denunciato la natura violenta del Corano, esprimendo il concetto che il mondo musulmano è intollerante e violento e rappresenta una minaccia per la civiltà occidentale. Il film paragona il libro sacro dell’Islam al “Mein Kampf” di Adolf Hitler».

Un film a sostegno di tesi scomode, che sono costate al parlamentare «l’incriminazione per odio religioso da parte del tribunale olandese, l’atto di insofferenza del governo inglese, gli strali dell’Onu e le proteste del mondo islamico, così come avvenne dopo la diffusione in Danimarca delle vignette su Maometto».

Se il film sia valido, documentato, serio o solo un’accozzaglia di luoghi comuni accostati in maniera fuorviante alla Michael Moore, non possiamo dirlo. Però fa riflettere che un paese di tradizioni liberali come la Gran Bretagna respinga alle frontiere una persona – un rappresentante del popolo olandese, se vogliamo dirla in maniera pomposa – per una questione che riguarda solo pensieri e opinioni.

Certamente nell’accogliere un personaggio controverso c’era da aspettarsi problemi di ordine pubblico; probabilmente si sarebbero viste manifestazioni di protesta, e magari si sarebbe rischiato anche qualche atto estremo da parte di fanatici che con la libertà hanno poca familiarità.

Tutto questo era da mettere in conto, certo; se però il rischio è tanto forte da comportare una limitazione così clamorosa della libertà di parola, forse è il caso di chiedersi se la legge, oggi, sia ancora uguale per tutti.

Pare infatti che, in Gran Bretagna come in Italia e in tutta Europa ci siano particolari categorie, gruppi, confessioni che possono permettersi di minacciare e zittire gli altri, con il benestare di chi dovrebbe affrontare il problema ma preferisce non farlo.

Sarebbe fin troppo facile far presente che nessuna autorità europea blocca i film, i libri, i pensieri che criticano la cristianità, e speriamo vivamente che nessuno pensi seriamente di chiederlo; il problema, però, è che di fronte a queste vicende non è concesso nemmeno il diritto di indignarsi senza venir bollati come fondamentalisti liberticidi, mentre sull’altro fronte una banale vignetta su Maometto (in Danimarca) o un semplice commento storico (a Ratisbona) vengono considerati alla stregua di una “grave provocazione”, e giustificano a mettere sottosopra mezzo mondo.

Tolleranza, libertà, democrazia, solidarietà sono concetti cardine nella nostra cultura. Continuare a esercitarli a senso unico, però, potrebbe rivelarsi l’inizio della loro fine.

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6 Risposte to “Indignazione a senso unico”

  1. RADIOLONDRA said

    Il fatto che non ci siano commenti al suo intervento, è ulteriore conferma di quanto nel nostro paese e non solo, il problema sia trascurato e sottovalutato. Ma del resto è comprensibile, bisogna dibattere su cose infinitamente più serie, tipo se c’era o meno il fallo di mano in area di rigore, o se Federica meritava o meno l’espulsione dalla casa del grande fratello.

    • pj said

      Caro Giuseppe, talvolta mi chiedo anch’io quali siano le dinamiche che muovono i commenti. Anch’io ero giunto a conclusioni simili alle sue, anche se spero di essere stato troppo pessimista.

  2. Francesco said

    Caro Radiolondra, il problema è complesso e per questo sfugge alle masse…le quali in paesi come la Gran Bretagna e l’Olanda sono per la maggioranza ostili al cristianesimo (questo dovresti saperlo,visto che ti chiami Radiolondra :-)).Per loro prendere posizione contro l’Islàm integralista sarebbe come prendere le difese del “cristianesimo” in senso lato (e non,come dovrebbe essere, manifestare amore per il diritto alla libertà di opinione)…mi spiego? Ciò a cui la maggioranza dei cittadini è ostile,anche in Italia, è proprio il concetto di “religione”,per questo sia l’Islàm integralista (sottolineo integralista) che il cristianesimo (di ogni tipo) sono visti dal popolo (drogato dai falsi miti odierni) come due facce della stessa medaglia:………la “possibilità di costruire una società fondata su basi etiche religiose”!…Oggi vige ciò che in più ambienti viene definito “relativismo morale”,per cui si discute del valore della vita di un embrione un nano-secondo dopo la fecondazione, ma poi si dimenticano i valori fondamentali della vita e si accetta,come negli USA e in Cina,la pena di morte (con il sostegno,ahimè,di tanti integralisti evangelici che forse per un errore di stampa hanno una Bibbia in cui non sono riportate le pagine relative al perdono :-))….In Gran Bretagna,poi, si dice addirittura che il principe Carlo sia in realtà un musulmano convertito in segreto (non mi sto inventando niente,controllate voi sul web,il sito non me lo ricordo ma non mi sarei mai inventato una notizia così!) e che debba,per una questione “di facciata” mantenere le parvenze della Chiesa Anglicana!!!…………Insomma tutto ciò contribuisce al perpetuarsi dell’attuale situazione: da un lato l'”islamofobia” e dall’altro l’apertura ed il timore nei confronti degli integralisti e dei terroristi che si permettono di alzare la voce per cose anche futili……W Il Signore Gesù! (per non concludere tristemente :-)).

  3. RADIOLONDRA said

    Qualche anno fa vidi in un bar, e la cosa mi colpì e fece riflettere, un biglietto che c’era in una bacheca. Era un bar gestito da giovani “anticonformisti”. Nel biglietto c’erano scritti tre NO, e dopo ogni NO era disegnato uno dei simboli delle tre grandi religioni monoteiste, la croce, la mezza luna, e la stella. Nel quarto e ultimo rigo c’era scritto semplicemente: NO PROBLEM. Quindi la morale era, niente religioni, niente fanatici che si scannano tra di loro e che pretendono imporre la loro morale agli altri, niente problemi! Se qualcuno è arivato a questa triste conclusione, qualche altro lo ha aiutato ad arrivarci, e ha (abbiamo) di che vergognarci. Non entro in giudizi di merito sulla qualità delle varie religioni, ai miei figli ho insegnato l’assoluto rispetto per ogni persona che con la luce e la conoscenza che ha cerca di onorare Dio. Quello che non gli ho ancora insegnato è il rispetto per i fanatici e i fondamentalisti di tutte le specie, quelli che non si accontentano di vivere e testimoniare una fede, ma che vorrebbero inculcarla agli altri con le buone o con le cattive, quelli che diventano violenti se scherzi col loro Dio; quello non gliel’ho ancora insegnato, devo essermelo scordato.

    • pj said

      Vero: chi ha dato adito alle considerazioni di quei giovani non ha reso un grande servizio al messaggio di amore di Gesù Cristo.

      Non sono però così sicuro che gli estremismi nascano solo dalla fede religiosa.

  4. RADIOLONDRA said

    Infatti quando lessi quel biglietto fu proprio la prima cosa che pensai abbozzando un sorriso amaro. Pia illusione, pensare che rimuovere Dio e le religioni dalla vita dell’uomo, porti stabilità e pace. L’uomo e bravissimo a trovare fattori scatenanti per non vivere in pace col prossimo, e quando non li trova li inventa. Quando ho scritto il primo commento stavo per aggiungere questa considerazione, non l’ho fatto perchè quel pignolo di Pj in altro blog aveva raccomandato brevità. (scherzo) Condivido anche questa necessità.

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