riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

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    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

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Regali inaspettati

Posted by pj su 15 dicembre 2008

Mette una certa tristezza leggere su Repubblica che sarà il natale dei regali low cost. I negozi “tutto a un euro” hanno avuto un’impennata di vendite del 20%: non li frequentano più solo ragazzi, pensionati e badanti, ossia persone con un borsellino limitato, ma anche coloro che in passato mai avrebbero pensato di entrarci, e perfino aziende, che cercano qualche prodotto dignitoso ma non dispendioso per i regali a clienti e dipendenti.

Gli articoli sul binomio natale&crisi compaiono in realtà già da un mese sui quotidiani, tanto da far sospettare che sia un nuovo luogo comune del giornalismo, versione aggiornata dei servizi che fino agli anni Novanta andavano in onda a natale ricordando la malinconica festa di quanti erano rimasti senza lavoro proprio alla vigilia delle feste per la chiusura improvvisa di qualche azienda.

Eppure forse la crisi di questo natale 2008 potrebbe essere salutare. Chissà: magari, più che un male, si potrebbe rivelare una cura: la cura a un consumismo esagerato che bene o male ha contagiato tutti, e negli ultimi anni ci ha fatto perdere tempo e serenità alla ricerca del regalo perfetto; la cura a una visione materialista della festa, dove quel che si dà conta più di quel che si è; la cura a una prospettiva distorta, che ci fa vedere il regalo come il massimo che possiamo offrire ai nostri familiari; la cura a un dono che ormai sostituisce la nostra presenza e il nostro impegno verso gli altri.

Chissà che la crisi non ci offra finalmente la possibilità di rivalutare ciò che più conta: il nostro cuore, la nostra presenza, la nostra attenzione nei confronti delle persone care. Perché nessun regalo ha mai potuto né potrà compensare l’abbandono, l’assenza, il disinteresse.

E allora, complice la crisi, approfittiamo di questo natale povero per dare noi stessi a chi amiamo. Sarà un regalo economico per noi, ma utile e apprezzato per chi lo riceverà. Una vera sorpresa.

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6 Risposte to “Regali inaspettati”

  1. Maurizia said

    “E allora, complice la crisi, approfittiamo di questo natale povero per dare noi stessi a chi amiamo. Sarà un regalo economico per noi, ma utile e apprezzato per chi lo riceverà. Una vera sorpresa.”

    Questa è un’idea veramente bella, ma perchè limitarla al natale, oltretutto un periodo in cui si commemora non il solo vero Dio né suo Figlio, ma una divinità pagana spacciata per il Dio cristiano?
    Diamo noi stessi sempre a chi amiamo, e diamo il più grande regalo, la speranza della vita eterna, predicando la buona notizia che Gesù insegnò, predicandola e insegnandola a imitazione del nostro Signore e Maestro.
    Cosa c’è di meglio che compiere in questo modo l’opera del Signore?

    • pj said

      @ sandra: sicuramente donarsi non è “economico” in termini di energie. Ma quelle, grazie a Dio, ancora non ci mancano…

      @ maurizia: giustamente, sarebbe limitativo donare noi stessi solo a natale; quel che avvantaggia in questo periodo è la sensibilità delle persone a certi temi. Donarsi oggi potrebbe essere un buon inizio, e diventare una buona abitudine.

      Un solo dettaglio: a ogni natale riemerge l’appunto sul “25 dicembre nato come festività pagana”. Sicuramente l’origine è quella, ed è giusto saperlo; tuttavia credo di poter rassicurare tutti i lettori: praticamente nessuno ormai commemora più la festa del solstizio celebrando le forze della natura. Sarebbe come dire che quando festeggio il mio compleanno, che cade all’equinozio, rievoco un antico culto celtico.
      Insomma: paradossalmente siamo solo noi cristiani a ricordare e pubblicizzare la festa pagana del solstizio d’inverno, e questo rischia di distrarci. La vera sfida “natalizia” per i cristiani non è quella con il Sol invictus, ma con Babbo natale.

  2. maurizia said

    Rispetto la tua opinione ma non la condivido. La vera adorazione cristiana non può mescolarsi con un residuo pagano, anche se nessuno più lo ricorda. E’ come se una moglie festeggiasse il compleanno del marito in sua assenza, senza curarsi delle sue esigenze e dei suoi desideri, nel giorno della nascita di un rivale che egli detesta.

    • pj said

      Potrei obiettare che, a volerla vedere in questa ottica, probabilmente Gesù non voleva si festeggiasse il suo compleanno (tra l’altro la cultura ebraica non dà enfasi alla data di nascita della persona). Il problema, in questo caso, si risolve alla radice. Ma, in questo caso, non ha senso nemmeno il discorso sul regalo, da cui è nata la mia riflessione.

      Nella realtà, come tutti sappiamo, si contrappongono nel contesto cristiano (e, specificamente, in quello evangelico) due scuole di pensiero antitetiche: da un lato chi, per svariati motivi, rifiuta di considerare il natale in qualsiasi forma; dall’altro chi ritiene possibile e utile “stimare un giorno più dell’altro”, come dice la Bibbia, cogliendo l’occasione di una festa esistente per essere cristianamente gioiosi e per sensibilizzare i tanti che sono indifferenti alle tematiche spirituali, ma che in questo periodo sono più aperti del solito a sentir parlare di fede.

      Proprio in base alla maggiore sensibilità che si percepisce in questo periodo avevo proposto l’idea di imparare a regalare se stessi: converrai che lanciare questa proposta a metà maggio o a ferragosto non sarebbe stata la stessa cosa. Solstizio o no, spero che l’appello funzioni e, una volta presa l’abitudine, il dono di se stessi non si limiti al periodo natalizio.

  3. maurizia said

    Potrei obiettare che, a volerla vedere in questa ottica, probabilmente Gesù non voleva si festeggiasse il suo compleanno

    Esattamente! Donare invece, senza vincoli di tempo e occasione, è un’altra faccenda.
    Condivido – anche se non condivido lo spirito – che la tradizione pseudocristiana del natale è così radicata che solo ora “tutti sono più buoni” e certi richiami al donare hanno qualche possibilità di farsi ascoltare. Ma non è certo di lode a Dio e a Cristo, se ci ragioni.
    La loro pace guidi i tuoi passi

  4. laura said

    hihihihi… allora maurizia scusa… secondo quella logica non si dovrebbe festeggiare nessun compleanno… perche’ anche ogni compleanno e’ allo stesso tempo compleanno di qualcun altro o coincide con qualche altra ricorrenza (magari i santi del calendario cattolico… hihi)… che c’entra mica ci vuole l’esclusiva per fare una festa… 😀
    bye……………..bye. 🙂

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