riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

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Tra parole e concretezza

Posted by pj su 5 dicembre 2008

La crisi colpisce tutti e ovunque. Ma non tutti la sanno affrontare allo stesso modo. Paradossalmente sono coloro che hanno sempre lavorato seriamente e serenamente, con un codice d’onore e un certo ordine di valori, a sentirsi spiazzati. Ci sono coloro che, di fronte alla perdita del posto di lavoro, vanno a bussare alle organizzazioni di carità per chiedere una mano. E ci sono coloro che non hanno il coraggio di farlo per un imbarazzo che può essere erroneamente scambiato, a prima vista, per orgoglio, ma che è solo vergogna per la propria condizione.

Fa riflettere un passaggio del servizio che Panorama ha dedicato ai tanti che, anche in una regione insospettabile come il Veneto, si ritrovano in questa situazione.

Racconta un sacerdote: «Un mio parrocchiano ha perso il posto da impiegato, ma non ha avuto il coraggio di confessarlo in famiglia. La mattina fingeva di andare al lavoro, in realtà usciva di casa per cercarne un altro. Alla fine la moglie l’ha trovato in garage che piangeva nell’auto. E ha capito. Purtroppo la nostra gente non è pronta per questa guerra».

C’è da chiedersi se, di fronte a drammi umani e familiari come questo, i cristiani debbano fare qualcosa, o debbano considerare sufficiente la loro preghiera. Se un aiuto concreto a vicende come questa non sia l’inizio di un’evangelizzazione efficace – forse la più efficace, perché la più umana e amorevole -.

Una persona che si trova in queste condizioni ha bisogno di aiuto. Non di un “Dio ti benedica”, ma di un sostegno concreto e costante.
Non ha bisogno solo di un lavoro, ma di capire come affrontare l’emergenza. Come ripensare il proprio bilancio familiare con la giusta oculatezza. Come riconciliarsi con un mondo del lavoro ostile per chi ha un’età in cui si dovrebbe poter sperare nella serenità. Come ritrovare la fiducia nei valori di una vita che è crollata.

Ecco: un aiuto cristiano, in momenti simili, dovrebbe essere anche questo. Perché, nel momento del bisogno, il vangelo non può essere solo parola.

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Una Risposta to “Tra parole e concretezza”

  1. Daniele said

    Ciao, sono d’accordo con quello che hai scritto: è proprio in questo momento che noi cristiano dobbiamo essere la luce nel mondo di tenebre (ora più che mai!), aiutando chi è in difficoltà. Certo è che, purtroppo, se avessimo una classe politica migliore, si potrebe affrontare un po’ meglio questa crisi!

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