riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Tamburi lontani

Posted by pj su 7 agosto 2008

Poveri modenesi. Che sventura ritrovarsi dietro casa una chiesa evangelica. Pentecostale, per giunta: quelli più vivaci, estroversi, chiassosi.

I modenesi residenti in via Negrelli non ne possono più di una comunità pentecostale africana che si riunisce nella loro via: «hanno telefonato – si legge sul Resto del Carlino – alle forze dell’ordine durante la messa [sic] che alla domenica viene celebrata dalle 11 alle 12.30, infastiditi dai canti e dal suono dei tamburi. “Non ce l’abbiamo tanto con i presbiteriani-metodisti, ma con i pentecostali – dicono i cittadini – che usano il capannone come fosse una discoteca“».

Già. Meglio fare chiarezza, chiedendo al comune se i decibel emessi dalla chiesa non siano per caso troppi. Si sa, la domenica (alle 10, mica alle sette) tutti hanno diritto al loro riposo, soprattutto i reduci dalle fatiche del sabato sera. Fatiche nel corso delle quali difficilmente ci si cura dei decibel emessi dalle discoteche, dalle balere, e finanche dagli schiamazzi davanti ai locali. Sabato notte sì, tutti hanno il diritto di andare, urlare, parcheggiare dove capita, sporcare come barbari la pubblica via. Ma la domenica mattina, ohibò, ci si lasci dormire. E poco importa se il campanile scandisce da sempre i ritmi liturgici cattolici, magari anche prima delle dieci del mattino. I tamburi, i tamburi!

Ah, questi evangelici selvaggi. Poco importa se sono gente seria, onesta, corretta, rispettosa, civile, forse anche più di tanti italici rappresentanti della maleducazione europea.

Suonare e cantare alle dieci del mattino alla domenica? Non sia mai. Che se ne tornino in Africa con i loro tamburi e ci lascino con spacciatori e malintenzionati di varia risma. Quelli, almeno, non fanno rumore.

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