riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Fini e mezzi

Posted by pj su 6 agosto 2008

A Torino è stato scoperta e chiusa dalla Polizia una sala massaggi che offriva ai clienti prestazioni particolari. Notizia non così rara, se non fosse per un dettaglio: i profitti dell’attività illegale venivano destinati – in parte, supponiamo – alla beneficenza.

Un dettaglio, questo, che rischia di scombinare il quadro, disorientando la nostra valutazione.

Inconsciamente il nostro ragionamento verte su luoghi comuni consolidati: la gentilezza è bene, la prevaricazione è male; l’onestà è bene, il crimine è male; la beneficenza è “bene”, l’attività illegale è “male”. Ma cosa succede se “bene” e “male” si incontrano?

Cosa succede se scopriamo il comportamento scandaloso di una persona perbene? E come valutare un boss della droga che viene considerato dalla popolazione un benefattore perché ha costruito scuole e offerto un livello di vita dignitoso?
È giusto credere che il fine giustifichi i mezzi?

Pecunia non olet, disse Vespasiano alle osservazioni di qualche purista: i soldi non puzzano, anche se la loro provenienza è poco pulita. Ovviamente il discorso vale fino a quando non entra in gioco il concetto di etica, quella categoria che scombina alcuni assoluti (la ricchezza a tutti i costi, il fine che giustifica i mezzi) per dettare alcune regole. Regole di vita, di morale, di convivenza civile.

Chissà se le organizzazioni beneficiate dalla struttura torinese sapevano la provenienza di quei finanziamenti. Forse no, magari non si sono mai chiesti chi, come, cosa, dove e, di fronte a un aiuto inaspettato, si sono astenuti dal fare “indagini di coscienza”, come dice l’apostolo Paolo.

Non dubitiamo della buona fede e dell’onestà delle strutture beneficiate, ma sarebbe interessante scoprire come si sarebbero comportate se fossero state al corrente delle malversazioni e dei servizi particolari da cui scaturivano i fondi. E sarebbe interessante chiedersi come ci comporteremmo noi in una situazione simile.

Perché è ben vero che la Provvidenza interviene nei modi più inusitati e senza porsi limiti. Ma noi qualche limite dobbiamo pur darcelo.

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Una Risposta to “Fini e mezzi”

  1. Sandra said

    Per me è importante sapere da dove “piovono” i soldi che entrano nelle mie tasche 🙂

    Probabilmente sarò esagerata, ma così come non potrei accettare in dono soldi che arrivano da attività illegali, non mi va nemmeno di ottenerne tentando la fortuna al lotto, enalotto e quant’altro, perché quei soldi non arrivano dallo Stato, ma da persone che li buttano via nel tentativo di diventare ricchi.

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