riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Il predicatore della A3

Posted by pj su 18 luglio 2008

Istruttiva, come spesso accade, la puntata di “La Storia siamo noi” sulla Salerno-Reggio Calabria, l’autostrada infinita, interessante specchio del nostro paese tra ritardi, incapacità, approssimazione.

Tra le tante vicende umane raccontate – protezione civile e carri attrezzi sempre presenti sul percorso, autisti inviperiti, code pazienti – compare anche “un predicatore evangelico”, che – spiega il servizio «ha individuato la Salerno-Reggio Calabria, vista la sua altissima densità umana, come luogo ideale per diffondere la parola del Signore».

Si ferma su una delle piazzole di sosta con il suo furgone bianco caratterizzato sui lati dalle scritte “Solo Gesù salva” e “Gesù è la via, la verità e la vita” e aspetta: «Quando mi fermo in qualche area di servizio ognuno fa una domanda, e io gli do la risposta. Sono uno che crede in Gesù Cristo, e ho fede in lui; il Signore ci ha dato anche il compito di distribuire la sua Parola», spiega l’anonimo e bonario evangelizzatore, che poi riassume in breve la sua esperienza di fede davanti alla telecamera. E, parlando di un’autostrada in costruzione, non può non concludere con una battuta: «ci saranno sempre interruzioni» sulle strade, dato che «vanno sempre allargate; ma se parliamo delle strade, a noi interessa una unica strada: Gesù».

Niente da dire: ruspante ma efficace.

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2 Risposte to “Il predicatore della A3”

  1. kat said

    in gamba. originale e coraggioso e autentico.
    (shame on me)

  2. Sandra said

    Ciao Kat, concordo con te, ma credo che se decidiamo di metterci “al lavoro” per Dio possiamo essere in gamba, originali, coraggiosi e autentici anche senza evangelizzare in autostrada: anche il posto in cui lavoriamo può, anzi deve essere una buona piazzola di sosta! Quindi nessuna vergogna, piuttosto un bello stimolo!

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