riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

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Parentesi estive

Posted by pj su 30 giugno 2008

La Stampa di oggi, citando il poco noto mensile Outside, individua quattro tipi di vacanziero. Si riferisce ai manager, ma in realtà le categorie possono essere applicate a qualsiasi persona che viva nel mondo occidentale, e che – per lavoro, oppure solo per piacere, volontariato o attività legate comunque al tempo libero – si ritrova a dover scandire il proprio tempo con la precisione e l’ansia di un manager: essere manager di se stessi, in fondo, non è meno impegnativo.

La ricerca in questione segnala:
– il “mondano”, che sceglie località alla moda, bazzica locali di tendenza, veste griffato e si connette sempre più per immagine che per necessità;
– l’iperattivo, per il quale la vacanza deve essere sempre e comunque itinerante, sportiva e condita da escursioni estreme: è però organizzatissimo e non “stacca” mai del tutto;
– l’avventuroso, che per “vacanza” intende una full-immersion nella natura selvaggia, senza programmi precisi, con abiti da montanaro trascurato: viaggia da solo perché la sua idea di vacanza corrisponde per gli altri all’idea di tortura;
– il minimalista, che dice vacanza e pensa relax, in un appartamento o in un hotel a due passi dalla spiaggia, senza programmi precisi, con pochi amici fidati e un abbigliamento che bada alla comodità più che all’immagine.

È interessante notare come il concetto di vacanza può differire così radicalmente da persona a persona. Il vocabolo non offre indicazioni precise in merito: unico indizio, il fatto che la radice latina trova origine nel concetto di vuoto, assenza.

Forse anche per questo varrebbe la pena interrogarsi sul senso della vacanza, che non dovrà per forza essere un vuoto pneumatico, ma non dovrebbe comunque perdere il connotato di “variazione” delle attività finalizzato a reperire nuovi stimoli e recuperare energie.

La vacanza non è – non dovrebbe essere – un sogno che diventa realtà, un privilegio che la vita mai ci concederebbe nei ritmi consueti, una emozionante parentesi dell’esistenza quotidiana: è triste pensare a una vita che ha bisogno della vacanza per trovare un senso compiuto.

No, la vacanza non dovrebbe essere vissuta come una corsa al desiderio incompiuto, ma come un momento della vita: un momento certamente diverso dall’ordinario, forse entusiasmante, altrimenti rilassante, ma inserito in un contesto che alimenta le nostre energie, non le nostre frustrazioni.

Un momento che, come gli alcolici, richiede senso di responsabilità, per dare soddisfazione senza provocare spiacevoli conseguenze.

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Una Risposta to “Parentesi estive”

  1. Sandra said

    A pensarci, non mi riconosco in nessuna delle “categorie” elencate.
    Partendo dalla radice della parola, cui accennavi tu, per me vacanza è assenza dai soliti ritmi lavorativi e impegni correlati, per ritrovare con piacere un periodo in cui la routine (perché anche quella vacanziera in fondo è routine) è fatta di maggior tempo da dedicare a se stessi e alle persone a cui voglio bene: consumare i pasti con più calma, uscire insieme più spesso, chiacchierare fino a tardi la sera (tanto la sveglia non viene in vacanza con me :-)), e poi avere più tempo per leggere, non solo in quei preziosi minuti rubati qui e lì, e anche per sentire qualche amico, che di solito ti ritrovi a chiamare a ore impossibili – «Scusa, è tutto il giorno che penso di chiamarti, e solo ora ci riesco…» – quando non ti scordi del tutto di farlo.

    Per questo, per me, non è importante il posto dove trascorrere le vacanze, ma è importante il tempo in sé. Anche se il pensiero del mare, quello azzurro e cristallino della terra di mia madre, mi fa venire un gran desiderio di andarci di corsa 🙂

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