riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Preghiere da protagonisti

Posted by pj su 9 giugno 2008

«La Chiesa anglicana – ci segnala un amico senza segnalarci la testata – lancia un libro “Preghiere sul lavoro” che prevede invocazioni specifiche per ogni tipo di attività… Siete in treno, in ritardo, e già irritati perché pressati come sardine? Potreste provare a recitare la preghiera del pendolare. Siete depressi perché è lunedì mattina e non avete voglia di tornare al lavoro? C’è la preghiera per combattere i «Monday blues» (la depressione del lunedì) e riprendere la settimana con energia. Squilla il telefono per la centesima volta e vi stanno per saltare i nervi? C’è la preghiera per aiutarvi a rispondere con grazia alla chiamata».

Non solo: «c’è anche quella per la fine del giorno in ufficio, dove il fedele viene esortato a darsi dei voti in 9 categorie: amore per gli altri, gioia, pace, pazienza, gentilezza, bontà, fede, docilità e autocontrollo; e poi a confrontarsi con il risultato che avrebbe ottenuto Gesù, se si fosse fatto lo stesso rapido auto-esame».

Un libro di preghiere non è certo una novità nel campo delle chiese storiche, ma una raccolta di preghiere per tutte le occasioni e i frangenti decisamente mancava.

Serviva? Dipende dalla prospettiva. Come la scuola evangelica insegna, la preghiera è il modo che l’uomo ha per mettersi in comunicazione con Dio esponendogli dubbi, timori, problemi, esigenze, ma anche esprimendo gioia e dichiarandogli il suo amore;
come espressione di un rapporto personale e diretto con Dio, la preghiera non va recitata ma espressa di cuore.

Detto questo, non è sbagliato trovare spunti di riflessione, purché questo non sostituisca la spontaneità espressiva rendendo la preghiera una sterile ripetizione. Siamo sinceri: quanti di noi, al mattino, ricordano di cominciare la giornata con invocando la benedizione di Dio? Quanti si ricordano di rivolgersi a lui al momento di cominciare a lavorare? E nei momenti più stressanti, sfibranti, fastidiosi?
Chi di noi, alla sera, si sofferma a riflettere insieme a Dio sui propri limiti, primo passo verso una consapevolezza che dovrebbe portarci giorno dopo giorno a un atteggiamento più responsabile e cristiano?

Tante felicitazioni a chi ci riesce, ma dobbiamo ammettere che alla maggior parte di noi non viene spontaneo. O, almeno, viene più spontaneo risentirsi, brontolare, guardare i dettagli negativi senza tener conto della gioia che ogni nuovo giorno dovrebbe darci per il solo fatto di aver visto ancora una volta la luce dopo aver trascorso un’altra notte nella serenità del nostro letto.

Ben venga chiunque riesca a ricordarci di farlo, a sensibilizzarci sull’importanza di “pregare incessantemente”, a incoraggiarci nel rendere la nostra relazione con Dio sempre più frequente e intensa. Purché, sia sempre chiaro, la preghiera resti un momento originale, e non una banale copia.

Perché il cristiano deve essere il protagonista, e non un banale interprete della propria vita di fede.

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