riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

La missione dell’insegnamento

Posted by pj su 6 giugno 2008

“Bullismo: nasce un corso per insegnare ai docenti come riconquistare autorità”: l’iniziativa, messa in cantiere a Milano grazie anche a una serie di sponsor privati, ha visto la partecipazione di una quarantina di insegnanti delle medie, «che seguono i ragazzi – rileva Il Giornale – fra 11 e 14 anni e quindi in una fase particolarmente delicata dell’adolescenza».

I laboratori sono gratuiti e hanno gettato “le basi per una relazione interpersonale costruttiva. Elementi indispensabili per superare un fenomeno” come il bullismo.

L’obiezione più scontata che si fa, osservando da fuori le vicende scolastiche immortalate con i cellulari e diffuse da youtube (ma anche dai telegiornali, ormai) è che i docenti abbiano dimenticato il loro ruolo, e si lascino maltrattare.

In realtà il problema è più profondo. Difficile farsi rispettare quando lo studente che ti insulta in faccia – con epiteti che un tempo non erano permessi nemmeno tra colleghi – viene fiancheggiato dall’intera classe, e dopo la sua bravata diventa un beniamino della scuola.

Difficile alzare la voce contro uno studente, quando questo, forte della sua popolarità, si sente autorizzato a vessare il docente con atti vandalici.

Difficile reagire quando i colleghi considerano lo sdegno come un sentimento un po’ retrò, e di fronte a fatti gravi alzano le spalle, fedeli alla teoria secondo la quale l’insegnante è solo un facilitatore, e alla scuola spetta istruire, mentre l’educazione va insegnata a casa. E d’altronde risulta difficile insegnare senza educare: se l’essere umano è un essere sociale, non può ignorare le forme e le dinamiche basilari su cui si basa il rispetto reciproco, senza le quali non è possibile costruire alcuna istruzione mirata all’arricchimento interiore e alla formazione completa della persona.

Ci vuole pazienza. E preparazione: per questo ben vengano corsi capaci di aiutare i docenti a fronteggiare con competenza – umana, pratica, psicologica – una fascia d’età che da sempre è criptica, ma che negli ultimi anni si è fatta ancora più difficile. Rendendo l’insegnamento qualcosa di sempre più simile a una missione.

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