riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Esseri sociali

Posted by pj su 23 maggio 2008

“Vivere al massimo pagando il minimo”: la Stampa presenta gli ultimi accorgimenti, modaioli e pratici, per contenere le spese “senza perdere in verve e in glamour”.

E così c’è il car-sharing, intelligente modo per condividere uso e spese di un’auto, dedicato a persone che la usano raramente; c’è il couch-surfing, comunità web di viaggiatori che mettono a disposizione il proprio divano e usufruiscono del divano altrui, quando soggiornano in città dove non hanno altri contatti; c’è il co-housing, versione moderna e urbana della casa di corte rurale, dove agli spazi privati corrispondono spazi comuni, dalla lavanderia alla palestra, dagli spazi-giochi per i bambini al salone per le feste. C’è poi lo swapping, alias baratto, che permette di scambiare libri, dischi e così via, dando nuova vita a quel che non si usa più e recuperando ciò che si desidera.

Una serie di nuove abitudini, dove la modernità il termine inglese nasconde l’origine antica, talvolta contadina, sicuramente sparagnina di un buonsenso che già i nostri padri (o nonni) possedevano e sfruttavano al meglio.

A beneficio del portafogli, e della socialità.
Sì, perché la caratteristica di base di queste nuove abitudini risparmiose è proprio l’interazione, che permette di conoscere persone, avvalersi dei loro servigi e mettere a disposizione i propri. La vecchia idea che aiutandosi a vicenda la vita possa essere migliore un’idea così antica da essere alla base della società stessa.

Dal punto di vista sociologico quindi questa tendenza, a prescindere dai risparmi che consente di ottenere, è positiva: l’individualismo anni Ottanta ha portato i vicini di casa a non conoscersi, ha congelato la solidarietà, ha elevato l’arrivismo a dottrina. Guadagnare sempre di più per fare da soli, fare da soli per guadagnare sempre di più, in un’autarchia economica che rasentava il solipsismo.

Ora la svolta: sarà stata la crisi economica, sarà stata l’insostenibilità umana dell’isolamento cittadino prolungato, fatto sta che ci si rende conto di aver bisogno dell’altro che fino a ieri si ignorava. Un bisogno economico, sociale, morale che non possiamo ignorare troppo a lungo.

Dobbiamo rassegnarci: siamo esseri sociali, progettati per stare insieme e cercare il bene reciproco. Una condizione che non possiamo ignorare senza impoverirci dentro.

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