riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Tanto comunque

Posted by pj su 20 maggio 2008

Eccone un altro. La Stampa riferisce la notizia che il presidente francese Sarkozy “mette fuorilegge l’happy hour” perché gli appuntamenti con l’aperitivo serale “spingono i giovani verso l’alcol”. Viene chiesto un parere in merito a Marco Maccarini, conduttore di Mtv, che rileva: «all’happy hour non ho mai visto ragazzini che vogliono sballarsi». E aggiunge: «Certo, si beve. Però syuccederebbe lo stesso in altre occasioni».

Un ragionamento comune a molti commentatori: inutile il divieto di vendere alcolici dopo le 2 di notte, tanto i giovani si portano le bottiglie da casa; inutili i controlli, tanto con un paio di accorgimenti si riesce a passare indenni l’etilometro; inutile vietare le alte cilindrate ai giovanissimi, perché cih potrà userà comunque il macchinone di papà.

Inutile dire che, con il ragionamento del “tanto comunque”, si rischia l’immobilismo: guardando la questione in quest’ottica si conclude che nessuna legge, nessun decreto, nessun accorgimento serve a qualcosa, dato che comunque qualcuno riesce (e riuscirà) a trasgredirlo.

Mettendola su questo piano, il disfattismo porta all’immobilismo di fronte alle questioni sociali: e allora si rischia di far passare il messaggio che la legge non ha valore, “perché tanto comunque non risolve niente”, e quindi la si può bellamente ignorare, insieme alle autorità che tentano di farla rispettare.

Ma non c’è solo questo che stona, tra i numerosi sostenitori del “tanto comunque”. Pur senza condividere, possiamo capire che spesso si tratta di una boutade da parte dell’opinionista di turno, che deve per forza distinguersi in chiave giovanilista e dissentire per acquisire visibilità.

Se però si tratta di una convinzione, allora c’è da preoccuparsi.

Vero, per carità: “tanto comunque” qualcuno sfugge. Ma all’opinionista, con questo ragionamento, rischia di sfuggire il senso della prospettiva.

Che “chi vuole esagerare” un’alternativa la trovi sempre, è fuor di dubbio. Ma è grave se non si coglie la differenza tra l’esagitato che “comunque” si ubriacherà, si drogherà, correrà in autostrada, e la massa di giovani che non hanno intenzioni di arrivare all’eccesso, ma potrebbero venir tentati in questa direzione dalla facile reperibilità della materia prima (l’alcol, la droga, l’auto veloce).

“Non ci esporre alla tentazione”, insegnava Gesù nella preghiera del Padre Nostro. E lo stesso istinto di sopravvivenza ci insegna che è meglio tenersi lontani dal pericolo.

Forse allora in casi come questi, esercitando un po’ di ragionevolezza, sarebbe il caso di tralasciare commenti queruli e inconcludenti che sanno di autolesionismo, per pensare a quella maggioranza che, invece, si vuole bene.

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