riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Bellezza da riscoprire

Posted by pj su 16 maggio 2008

A volte, come cristiani, ci viene da vergognarci di fronte alla bellezza. Altre volte ci pare che come cristiani non ci riguardi se non marginalmente.


In merito è illuminante un articolo – non facile ma affascinante – pubblicato da Enzo Bianchi su TuttoLibri della Stampa.

Bianchi riflette sulla bellezza nella Bibbia, che non è solo una questione estetica. Fin dal concetto di fondo: la bellezza secondo Dio è “quella pienezza di senso che è l’intima unione tra bello e buono”.

Una bellezza non solo fisica, ma spirituale; una bellezza che può diventare una chiave di lettura della Bibbia, e non solo in relazione alle immagini poetiche dei Salmi o del Cantico dei Cantici.

La bellezza attiene al concetto stesso di santità, scrive Bianchi, che altro non è se non una condotta appartata, luminosa, che glorifica Dio, autore della bellezza.

La bellezza assoluta di Dio ci viene estesa, e non solo come custodi di un creato meraviglioso: «La parola di Dio – continua Bianchi – chiama i cristiani alla bellezza: una bellezza da instaurare nelle relazioni, per fare della chiesa una comunità in cui si vivano realmente rapporti fraterni, ispirati a gratuità, misericordia e perdono, perché ogni ferita alla comunione sfigura anche la bellezza dell’unico Corpo di Cristo». Una bellezza “di simpatia e non di contrapposizione con gli uomini, di condivisione e solidarietà”.

Questa «parola di bellezza che emana dalla Bibbia deve pervadere gli spazi e gli ambienti abitati dai cristiani e soprattutto quel tempio vivente di Dio che sono le persone stesse». Una bellezza che non è lusso o esagerazione, ma «che emerge dalla sobrietà, dalla povertà, dalla lotta contro l’idolatria e contro la mondanità; è la bellezza che rifulge là dove si fa vincere la comunione invece del consumo, la contemplazione e la gratuità invece del possesso e della voracità».
Sì, conclude Bianchi, il cristianesimo è amore per il bello.

Vero. Ma è un amore per il bello che, ahinoi, non sempre riconosciamo, presi come siamo da forme di bellezza adulterate, sofisticate, parziali. Sapori forti ma dozzinali ci vengono ammanniti quotidianamente nei fast food dell’anima cui incautamente ci avviciniamo: sapori che ci sembrano entusiasmanti nella loro intensità e che finiscono gradualmente per alterare le nostre capacità di percezione, fino a rendere insensibili le papille dell’anima.

Per questo, in un mondo che disorienta i nostri sensi spirituali, è necessario riqualificare periodicamente le nostre capacità sensoriali in modo da riprendere coscienza e ritrovare il giusto apprezzamento per la vera bellezza. In quei momenti, la Bibbia è lì che ci aspetta.

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