riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

L’arte dell’ascolto

Posted by pj su 15 maggio 2008

Per il secondo anno si svolgerà a Padova la Giornata dell’ascolto: domenica 18 maggio il comune propone una serie di iniziative tra musica e racconti, all’aperto e al chiuso, per incoraggiare a esercitare un senso che la nostra generazione sta trascurando.

«Curatore della giornata – spiega Avvenire – è Sergio Durante, direttore del Dipartimento di Storia delle arti visive e della musica dell’Università cittadina», secondo il quale «il problema non è la mancanza di offerta, ma la qualità del modo in cui viene accolta… ascoltiamo troppo e male: siamo travolti da quantità di segnali frastornanti e anestetizzanti»

Durante invoca uno “slow-food dell’ascolto”: «Il processo di civilizzazione deve farci fare i conti con il rallentamento e con la riscoperta una faccia del problema più generale di ricreare una civiltà dell’ascolto».

Concorda il poeta Valerio Magrelli: «Chi vive in città conduce un’esistenza sfregiata dai rumori, che spesso feriscono inutilmente… anche la musica ormai è inquinamento acustico. Mi riferisco al barbaro uso della musica di sottofondo… In questo modo ci viene impedito quell’isolamento consentito solo dal silenzio. Ma se non ho più spazi per ascoltare me stesso, non potrò mai ascoltare gli altri».

La riflessione è uno dei momenti più trascurati nella vita quotidiana. Non abbiamo tempo di fermarci, ma questo non sarebbe nemmeno il problema maggiore: non abbiamo tempo di stare in silenzio, presi come siamo da telefonate, suoni, rumori, pericoli. L’udito è un senso molto più evocativo di quanto si possa pensare: basta un accenno di canzone, e per ore quel brano continuerà a girarci in testa senza darci tregua. Basta un frammento di sigla retrò, e si aprirà la stura ai ricordi, occupando una parte della nostra giornata tra sorrisi e malinconie.

Talvolta siamo così presi che non ascoltiamo nemmeno noi stessi, in una bolgia di parole e di concetti imbastiti tanto per prendere tempo, per sembrare brillanti, per riempire un vuoto.

Eppure quel vuoto non è assenza. È importante per noi, per la nostra salute, per il nostro equilibrio dare ascolto anche a quel che non si può sentire fisicamente, e che spesso tentiamo di soffocare ubriacandoci di rumore.

E poi c’è l’ascolto degli altri.
Ascoltare non è fine a se stesso: insegna a essere altruisti, donare, servire. Diceva Bonhoeffer che l’ascolto è il primo servizio che dobbiamo la nostro prossimo. Troppo spesso ci limitiamo a parlare, a dire, a sfogarci. In un mondo che si fa tribuna ci affligge il bisogno di essere ascoltati, e non ci accorgiamo che, invece, dovremmo essere noi ad ascoltare gli altri. Dare soluzioni senza ascoltare i problemi, spiega la Bibbia nei Proverbi, è avventato oltre che inutile.

Non è facile, certo. Tendiamo a parlare sempre e comunque, a ruota libera e in libertà, mettendo dieci parole dove ne basterebbero due. Si tratta di una malintesa interpretazione del concetto di comunicazione, ed è importante rendersi conto che l’ascolto vale più della parola.

Ascoltare è istruttivo, ma non solo per ciò che si può imparare: lo è anche in quanto allena alla rinuncia di noi stessi. Per lo scrittore Eraldo Affinati «bisogna saper rinunciare ai propri programmi, alle proprie visioni precostituite per poter capire e conoscere chi hai di fronte».

E allora un’iniziativa come la Giornata dell’ascolto, che inizialmente potrebbe sembrare velleitaria si rivela un momento importante di riflessione su se stessi, una preziosa lezione di vita civile, un utile strumento per vivere meglio. Noi, e chi ci sta vicino.

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