riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

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Patrocini equivoci

Posted by pj su 6 maggio 2008

Come ti aggiro l’ostacolo. I più attenti ricorderanno la polemica che si era scatenata l’anno scorso a Milano in relazione a una mostra che il Comune (guidato, ricordiamolo, da una giunta di centrodestra) aveva distrattamente patrocinato, salvo poi fare una rocambolesca marcia indietro.

A un anno di distanza viene proposto un festival teatrale dove trova spazio anche (prevalentemente?) la rappresentazione di relazioni sentimentali di vario genere: «gay, trans e lesbiche», precisa Il Giornale.

Ci risiamo, ma stavolta senza clamori: e, chi l’avrebbe mai detto, a usare una diplomatica scappatoia è l’agitatore per eccellenza, Vittorio Sgarbi, assessore alla cultura del Comune di Milano nonché uomo irruento, sanguigno e poco diplomatico.

La sua ormai lunga militanza politica deve averlo illuminato, tanto da evitare lo scontro diretto e la polemica in campo aperto. Quindi, via libera a «un piccolo escamotage – come spiegava al Giornale – per evitare le polemiche, come accaduto per la mostra “Vade Retro”».

Con un abile intervento di cosmesi Sgarbi ha trasformato un titolo decisamente esplicito e plateale come “Teatro omosessuale” in un neutrale e laicamente ecumenico “Liberi amori possibili”.

Una mossa così ben riuscita da convincere (o abbagliare, fate voi) i suoi colleghi assessori comunali, che ora si dicono indignati. L’assessore alla Famiglia, Mariolina Moioli, protesta che «Le delibere devono sempre essere trasparenti»; più accomodante il vicesindaco, ora neo deputato, Riccardo De Corato, che segnala come già da anni Milano sia gay-friendly “senza polemiche inutili”; a metà strada l’assessore ai giovani, Giovanni Terzi, che si duole per un altro motivo: «Avrebbe potuto evitare escamotage. Avremmo ragionato serenamente sull’argomento. Evitare il dialogo non porta a nulla».

E se gli organizzatori obiettano che il titolo non è stato edulcorato in ossequio alla ragion di stato, l’Arci-gay si offende perché “gay non è una parolaccia”, e con una metafora degna di altre caserme ma calzante, ribadisce come sia «scandaloso che la città dell’Expo debba usare la vaselina per far passare una cultura importante anche se non maggioritaria».

Intanto, vaselina o meno, edulcorato o meno, truccato o meno, il festival si farà. Patrocinato trasversalmente dal comune (centrodestra) e dalla provincia (centrosinistra), Milano avrà la sua kermesse teatrale sui Liberi amori possibili. Tra le opere in programma, la storia di due ragazze che si innamorano, quella di un adolescente in crisi di identità (sessuale) frenato dalle convenzioni religiose, la vicenda di un padre transessuale.

Lo scopo della rassegna, va da sé, è sociale: «è un’iniziativa che vuole essere una risposta concreta alla necessità di dare voce anche alle minoranze sociali, con tutta la forza culturale che il teatro è in grado di offrire».

La costituzione garantisce libertà di espressione per tutti, naturalmente: e nessuno si sogna di metterla in dubbio.

Permetteteci però qualche dubbio sul patrocinio, che dovrebbe venir concesso dalle istituzioni come riconoscimento autorevole a fronte di una proposta di qualità sul piano culturale, morale, etico, sociale.

Nessuno può mettere in dubbio che le scelte culturali abbiano una marcata influenza sulle decisioni, sui costumi, sulle opinioni, sulle sensibilità, sul pensiero di una società: lo sgretolamento dei valori morali e dei rapporti sociali è spesso cominciato da qui.

Proprio per questo il patrocinio a un’iniziativa culturale assume un significato forte: è un riconoscimento che certifica, incoraggia, approva.

Naturalmente il comune è libero di attribuire questo valore a “Liberi amori possibili” come a qualsiasi altra iniziativa organizzata sul suo territorio. Però, sinceramente, da una giunta di centrodestra, guidata per giunta da un sindaco che viene descritto come persona di forte fede biblica e di saldi valori cristiani, ci saremmo aspettati un atteggiamento diverso.

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