riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Incoerenti e disattenti

Posted by pj su 1 maggio 2008

Per una volta permetteteci di sconfinare. Corriere.it riporta che «Il cardinale Edward M. Egan, vescovo dell’arcidiocesi di New York, ha bacchettato l’ex sindaco della città per aver preso la comunione il 19 aprile scorso, durante la messa di papa Benedetto XVI nella Cattedrale di San Patrizio. Le sue posizioni abortiste mettono infatti Giuliani fuori dall’insegnamento di Santa Romana Chiesa, secondo cui l’aborto “è una grave offesa contro il volere di Dio”».

La risposta arriva da un portavoce dell’ex sindaco, Sunny Mindel: «ha spiegato che Giuliani è pronto ad accogliere l’invito del cardinale, ma non ha voluto aggiungere nulla nel merito, spiegando che “la sua fede è un fatto profondamente personale e dovrebbe rimanere confidenziale”».

Non siamo esperti di diritto canonico, né addentro alla realtà cattolica, ma colpisce questo scambio. E stupisce la posizione di Giuliani.

Da una persona matura ci si aspettano ormai poche cose, tra cui la coerenza e la logica.

La coerenza manca nel comportamento dell’ex sindaco di New York. In questo caso consisterebbe nel decidere la propria identità e agire di conseguenza: affermare di essere cattolici (o dire di essere ortodossi, evangelici o altro) comporta l’adesione a certi principi, e il rispetto per le autorità della realtà confessionale cui dichiaro di appartenere. Se invece ritengo di fare scelte di fede e di vita diverse, o se decido di prendere posizioni che non corrispondono ai principi della chiesa cui appartengo, sono naturalmente libero di farlo, ma mi dovrei sentire moralmente obbligato a uscire da un contesto che non condivido più.

La logica, invece, manca nella surreale risposta del portavoce di Giuliani.
Suona infatti piuttosto anomalo obiettare che “la sua fede è un fatto profondamente personale”, per difendere un atto assolutamente pubblico effettuato peraltro nell’occasione liturgica statunitense più visibile degli ultimi decenni.
Il tenore della difesa di Giuliani era adatto, semmai, a spiegare il motivo di una mancata partecipazione, non certo le ragioni di una sovraesposizione che nessuno gli aveva imposto e, anzi, gli era stata caldamente sconsigliato.

Una risposta che suona quindi come una presa in giro, e che tuttavia – incredibile dictu – non ha sorpreso nessuno, né negli USA, né da noi. Forse questo dovrebbe dirci qualcosa sul livello di attenzione dei media. O sulla considerazione che Giuliani ha per i mezzi di informazione.

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