riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

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Posted by pj su 30 aprile 2008

Il sindaco di un comune del milanese va in controtendenza e abolisce il registro delle coppie di fatto.

Giampiero Mariani, primo cittadino di Desio, aveva già espresso più volte in passato un certo disagio per la questione; il registro era stato voluto nel 1998 dall’Ulivo, e approvato con i voti di Rifondazione, ds e verdi, mentre Forza Italia, Alleanza nazionale e Lega si erano schierati contro la sua istituzione.
La decisione aveva visto le dure critiche del prevosto cattolico, inevitabili e tanto più comprensibili se si considera che Desio viene presentata, sui cartelli stradali, come la città natale di papa Pio XI. Insomma, una vera invasione di campo.

Come segnalava Il Giornale ormai due anni fa, all’epoca dei Dico, «Sui loro siti internet quelli dell’Arcigay strombazzano con gran soddisfazione che a Desio esiste un registro delle coppie di fatto fin dal lontano 1998. Una “presentazione” che fa irritare il sindaco Giampiero Mariani» È vero che, come precisa la testata, “la giunta non diede seguito all’attuazione dell’ordine del giorno”, ma a Mariani non andava comunque giù questa pubblicità negativa per un cattolico come lui, tanto che, di fronte alla possibilità di una legge nazionale sulle coppie di fatto aveva addirittura minacciato di opporre «una sorta di obiezione di coscienza».

Naufragata nel giro di pochi giorni la legge sui Dico, e sparite ora dal Parlamento praticamente tutte le forze che avevano voluto varare i patti di convivenza, alla fine Mariani si è deciso, cancellando di fatto il registro del comune di Desio.

Certo, il provvedimento rischia inevitabilmente di suonare meno significativo del previsto. Sono passati tre anni dall’elezione di Mariani, e almeno uno dalle dichiarazioni bellicose di cui sopra; visti gli ultimi risultati elettorali, inoltre, per i prossimi cinque anni difficilmente si sentirà parlare di Dico. Come dire: facile, farlo ora.

Peccato quindi. Poteva essere una notizia nazionale, e invece finirà relegata nelle cronache di provincia. È più comodo così, sicuramente.

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