riflessi etici

prospettive cristiane sull'attualità

  • L’avventura continua…

    Dal primo novembre 2011 biblicamente diventa Riflessi etici. Cambiano il nome e il formato grafico, ma l’obiettivo del progetto – dal 2005 – resta lo stesso: cogliere nell'attualità i riflessi etici che emergono dai fatti, dai commenti, dalle proposte, dalle speranze di chi ci sta attorno. Rispecchiando valori che vale la pena di riscoprire pienamente e vivere con coerenza.

    Vi aspetto su riflessietici.wordpress.com

Consigli senza tempo

Posted by pj su 22 aprile 2008

Attenti a sparlare dei colleghi: per la Cassazione le mail che mettono in cattiva luce i colleghi sono un reato, quando da parte del mittente ci sia la consapevolezza che la persona interessata verrà probabilmente a conoscenza delle ingiurie.

Fino a oggi le mail erano la zona franca della nuova generazione: un campo libero per le bufale, le offese, gli scherzi, le lettere anonime. Una levità che ben si addiceva a una comunicazione impalpabile, fatta di bit e per questo considerata meno autorevole della carta stampata, o almeno di una comunicazione vergata a penna.

E invece le mail valgono, altroché: spettegolare o esprimere commenti ingenerosi verso una persona con una comunicazione elettronica ha, per i giudici, valore diffamatorio.

In fondo sul piano etico non c’è niente di nuovo, a parte la sentenza: il gossip ferisce in qualsiasi forma venga espresso, e in ogni contesto rischia di sfuggire di mano provocando conseguenze più gravi del previsto. Anzi, un pettegolezzo che gira via mail rischia di provocare conseguenze anche più gravi di quando le voci circolavano solo attraverso il passaparola: se il passaparola normalmente è limitato nel tempo e nello spazio, e si spegne una volta girato tra i conoscenti, una mail rischia di avere un riverbero molto più ampio. Basta un indirizzo sbagliato o un inoltro incauto, e un apprezzamento salace, una foto impropria, un parere imprudente può raggiungere girare in un momento il continente, cambiando connotazione e rovinando la vita e la reputazione di qualcuno che probabilmente non se lo meritava.

La Bibbia suggerisce di riflettere prima di parlare, e di non perdersi in parole oziose. È un consiglio che non ha perso il suo significato nemmeno nell’era dell’elettronica.

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